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Dentro Piazza Pulita, la casa di Calcinaro. Pascucci a tutto campo tra Trasatti e Bargoni: "Abbiamo cambiato Fermo"

26 Maggio 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Nicola Pascucci, segretario di Piazza Pulita, lista che ha fatto vincere Paolo Calcinaro cinque anni fa, partiamo da qui: bilancio di previsione con più astenuti che contrari. Stupito o giusto così?

“Una minoranza responsabile. Il nostro è un bilancio di previsione che fa i conti con una pandemia planetaria, che non ha certezza di come verrà superata. Un bilancio aperto e questo la minoranza con le giuste rimostranze l’ha capito”.

In molti hanno ribadito che questa è una ‘amministrazione senza visione’.

“Un mantra che viene portato avanti. Ha alcuni motivi comprensibili, altri sono strumentali”.

Ovvero?

“Per la parte culturale non c’è mancanza. Dalla campagna elettorale al nuovo sistema per i musei abbiamo segnato il passo. E infatti Trasatti ha preso solo applausi. Poi c’è una questione che spesso si dimentica: Fermo è particolare, molto estesa con esigenze estremamente diverse”.

Difficile programmare in modo concreto?

“Penso a Lido e Girola, esigenze opposte, a uno servivano gli scogli all’altro le fognature. Azioni che hanno permesso di superare lacune anche a livello di viabilità. Cosa significa visione d’insieme in una città come la nostra? Noi abbiamo recuperato ritardi di anni”.

Pascucci, ma la maggioranza è sempre compatta a pochi mesi dal voto?

“Veniamo tacciati di essere ‘bulgari’. Essere favorevoli non significa che poi all’interno dei nostri banchi non ci siano discussioni. Ne abbiamo avute di appassionate, ma dallo spogliatoio si esce per vincere. Del resto abbiamo basi diverse, ma poi arriviamo alla sintesi. Vorrei ricordare che nell’ultimo consiglio per 12 ore nessuno se ne è andato”.

Ma questo clima perfetto da ‘volontari della politica’ resisterà agli ingressi dei big Bargoni e Lanciotti?

“Una domanda che a noi ci inquieta un po’. Non è una questione di partito preso, ma perché il nostro spirito, con i pro e contro, era chiaro: nessuno di noi ha mai chiesto nulla. Speriamo di avere cambiato anche chi stava fuori da noi. Sono convinto che lo abbiano capito se decidono di entrare nella nostra squadra”.

Porte aperte e serenità?

“A tutti magari no. Di certo a chi condivide l’amore per la città, come ribadisce sempre il sindaco”.

Dentro qualche big, fuori Francesco Trasatti. Una perdita superabile o cambierà idea?

“Francesco è il nostro numero 10. Sono un ottimista che spera fino all’ultimo secondo. Ma capisco cosa significhi mettere da parte la propria vita per 5 anni. Comprendo ambizioni che sono dovute a una prova sul campo incredibile”.

Con i nuovi innesti non diventerete una amministrazione di centrodestra?

“Ancora non ci sono tutte le liste. Sulla carta può sembrare, ma spero di mantenere il nostro essere multicolore. Ognuno ha la sua idea, io, Borraccini e Faggio abbiamo un’anima chiara e siamo convinti di poter apportare migliorie al progetto”.

Ma una intesa con il Pd era davvero impossibile?

“Il sindaco è stato chiaro. Siamo partiti senza bandiere, non potevamo cambiare in un modo così radicale. Chi oggi entra nella squadra di Calcinaro non porta bandiere. Questo è il punto: avere un pensiero e non un partito alle spalle che poi preclude azioni. Ma ammetto che il Pd ha dimostrato grande responsabilità, una forza che sa governare e che sa criticare”.

Calcinaro è leder indiscusso?

“La grande visibilità del sindaco è innegabile. Ma dietro la squadra c’è. Diciamo che è l’allenatore – capitano. Ma anche Mourinho senza i giocatori non avrebbe vinto. Qui ci sono anche consiglieri che stano in seconda linea che poi lavorano e nessuno lo sa”.

Tanti di voi resteranno fuori dopo le elezioni, non valeva la pena continuare così, senza innesti di fama?

“Molti non si ricandidano perché stanchi. Altri anche per ‘colpa’ nostra che non siamo riusciti a creare una scuola di politica interna. Altri, e questo dispiace, perché magari prenderanno meno voti, ma in realtà questo spetta alla città: basterà scrivere i nomi giusti. Non si potrà mettere il nome di Calcinaro ovunque, dovranno scegliere tra i consiglieri”.

Pascucci, Calcinaro in qualcosa l’ha delusa?

 “Cinque anni vissuti così, a stretto contatto con pressioni enormi, ovviamente hanno creato delle tensioni. Non sono mancate le discussioni. Ma non potrei mai parlare di delusioni. In alcuni casi un po’ di dialogo in più forse avrebbe portato qualche miglioria e qualche problema in meno. Insomma, tutti possiamo migliorare, anche il nostro sindaco che è il migliore in assoluto e che continuerà a dimostrarlo”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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