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Dati Istat. Lavoratori a casa, il triste record italiano di Montegranaro e Sant'Elpidio

16 Aprile 2020

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Il lockdown, ovvero il blocco delle attività, non è poi così democratico. L’Istat (leggi lo studio) certifica che l’Italia non si sta muovendo nello stesso modo da nord a sud. E soprattutto emerge che la mannaia anti Covid 19 ha colpito, in maniera inesorabile, il mondo della manifattura.

 A livello nazionale oltre metà dei lavoratori non si è mai fermato, il 55,7%. Un dato interessante è quello dei comuni in cui la quota di addetti appartenenti a settori “attivi” è superiore alla media italiana per regione: le Marche e il Veneto sono le due che ne hanno meno in assoluto. Nelle Marche, ad esempio, 33 su 229 (14,4%), in Veneto 82 su 574 (14,3%). E dentro queste graduatorie, purtroppo, il Fermano è il peggio del peggio, con due comuni sul podio dei sospesi e nessun comune invece tra i primi cento della classifica degli attivi.

La speranza del mondo imprenditoriale, che sta cercando una non facile intesa con quello sindacale, è di ripartire fin da lunedì 20 o al massimo il 27 per cominciare a riattivare una filiera complessa, che va dall’ordine delle pelli a quello dei vari accessori necessari per produrre, ad esempio, scarpe. I dati dell’Istat certificano che il blocco in questa zona del Paese pesa molto di più, non essendoci una vera diversificazione produttiva.

CHI LAVORA DI PIU’

In molte Regioni del Mezzogiorno oltre la metà dei comuni fanno registrare una quota di addetti appartenenti ai settori aperti superiore al valore medio nazionale (55,7% di addetti che lavorano in settori dichiarati aperti). La Basilicata con il 64,1% dei comuni è al primo posto di questa graduatoria, segue la Sicilia (57,9% di comuni che superano la soglia media nazionale) e la Calabria (56,3%). Per stare a regioni anche manifatturiere, dove ad esempio il calzaturiero è bene strutturato, c’è la Puglia con il 41%, la Lombardia con il 24,4%. Mentre la Toscana, come le Marche, è penalizzata e si ferma al 16,3%.

FERMANO MAGLIA NERA

Nella graduatoria dei comuni con almeno 10mila abitanti per numero di dipendenti appartenenti a settori sospesi, al primo posto troviamo il Comune di Valenza in provincia di Alessandria con il 79,2% di addetti. Nelle prime cinque posizioni tre comuni sono delle Marche, due della provincia di Fermo (Montegranaro al secondo posto con il 79,0% di addetti e Sant’Elpidio a mare con il 77,2%) e uno in provincia di Ancona (Castelfidardo con il 75,4%). Per trovare un altro comune fermano si scende al 55esimo posto con Porto Sant’Elpidio, dove sono fermi il 66,6% dei lavoratori.

LE IMPRESE STUDIATE

Spiega l’Istat: “I comparti produttivi a cui essi si riferiscono comprendono il settore dell’industria in senso stretto, le costruzioni, una parte del terziario di mercato. Sono esclusi, per definizione: l’agricoltura, il credito e assicurazioni, la pubblica amministrazione, parti importanti dei servizi personali; si tratta di settori che non rientrano nel campo di osservazione delle statistiche sulle imprese e che, invece, sono comparti per i quali è autorizzata la prosecuzione delle attività”. Nello studio non sono state considerate le attività sospese che si avvalgono, invece, della deroga al divieto richiesta (con meccanismo di silenzio assenso) alle rispettive prefetture.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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