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Dad e banchi a rotelle, spazi e formazione per docenti in centinaia di scuole. Il prof Monti: "Itet di Fermo simbolo del cambiamento"

26 Ottobre 2020

FERMO - È una delle scuole superiori di Fermo, di certo è una di quelle che nella didattica a distanza ha creduto prima di altri. Vuoi per predisposizione interna, vuoi per risorse umane tra i docenti, vuoi per dinamismo della dirigente. L’Itet Carducci Galilei nel fine settimana ha accolto i primi 140 banchi con rotelle, poche ore prima che il premier Conte decidesse che la Dad deve crescere ancora di più. Banchi che si sono sommati a quelli monoposto semplici comprati dalla scuola prima dell’inizio delle lezioni.

Ma non è più questo il solo modo per affrontare la pandemia, la riorganizzazione degli spazi, i protocolli sicurezza sono diventati un tassello nel piano del Governo che ha ampliato l’utilizzo della didattica a distanza.

L’Itet ha un surplus, tra i suoi docenti figura il professor Gianni Monti. “Anche quest’anno sono nell’Équipe Formativa Marche e per noi la fase emergenziale di supporto alle scuole della regione non è mai finita. Solo nell’ultima settimana abbiamo formato 435 docenti di 4 Istituti scolastici (Senigallia, Castelfidardo, Fabriano e Porto Sant’Elpidio) ed organizzato un evento informativo su coding e pensiero computazionale a cui hanno partecipato 95 scuole marchigiane” spiega il docente.

Che spezza una lancia in favore dell’ufficio scolastico regionale, spesso criticato: “Insieme stiamo elaborando un piano d’azione strutturato che possa portare ogni docente delle Marche ad avere quelle competenze essenziali per la progettazione e gestione di attività didattiche integrate dal digitale”.

Un’azione regionale che parte dalla scuola a cui è stato assegnato, ovvero l’Itet di Fermo: “Ho visto arrivare i banchi con rotelle, al di là del bene e del male (soprattutto) che si è detto e scritto, credo sia ora di portare il discorso su un altro piano e sottolineare, ancor di più in questo drammatico momento, come la scuola stia cercando di cambiare, di rinnovare spazi e metodi per dare ai nostri ragazzi il massimo supporto lungo tutto il percorso formativo”.

La dirigente Cristina Corradini crede nel potenziale della connessione virtuale: “Spesso mi trovo di fronte ambienti fisici che non sono più in grado di rispondere a contesti educativi in continua evoluzione. È sempre una grande emozione veder nascere uno spazio di apprendimento innovativo, e oggi l’arrivo dei nuovi banchi all’indirizzo “Grafica e comunicazioni” dell’Itet ha segnato l’inizio di questo importante percorso per l’Istituto". "Il nuovo spazio educativo - riprende Monti - rappresenta al meglio la dinamicità del progetto formativo che sta crescendo negli anni e che ora potrà contare in un ambiente flessibile e multifunzionale per la didattica”.

Monti e Corradini non hanno dubbi: “Anche gli spazi sono agenti del cambiamento e lo sono ancora di più quando forniscono a studenti e insegnanti l’opportunità di prendere decisioni agili che rafforzano l’interazione e la personalizzazione degli apprendimenti. L’organizzazione degli arredi e dello spazio influenza le relazioni reciproche e configura un ecosistema scolastico attivo e dinamico a supporto delle nuove metodologie didattiche”.

I nuovi banchi offrono prestazioni ergonomiche, colorate e confortevoli, oggi utili per il distanziamento, domani perno di una nuova forma di apprendimento “che – conclude la Corradini – vogliamo dinamico, innovativo, dove la lezione tradizionale si modula con attività svolte in relazione con gli altri, per gruppi o per competenze. Apprendimento collaborativo è la chiave di volta: a scuola si viene per stare insieme e per apprendere anche grazie all'aiuto degli altri. Nelle attività di gruppo l'apprendimento può essere stimolato e facilitato, si risolvono le debolezze dei singoli studenti, spesso demotivati dalle proprie difficoltà nell'affrontare lo studio quotidiano, si possono realizzare esercizi o approfondimenti che arricchiscono la lezione quotidiana”. Tutto questo in presenza ma, è l’impegno del professor Monti, anche a distanza.

Raffaele Vitali

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