
FERMO – Cena elettorale a Girola, al centro sociale, per la candidata sindaca Angelica Malvatani con ospite l’europarlamentare Pd Matteo Ricci. Un nuovo momento di confronto con cittadini e sostenitori, tra temi locali e prospettive europee.
Onorevole Ricci, perché sostenere Angelica Malvatani a Fermo?
«Perché rappresenta una proposta credibile, concreta e radicata nel territorio. È una candidatura che nasce dall’ascolto delle persone e ha una visione chiara di città. Fermo ha bisogno di una guida capace di unire competenze e sensibilità sociale».
Quali sono, secondo lei, le priorità per questa città?
«Sono quelle che emergono parlando con le persone: lavoro, servizi, qualità della vita. Serve un’attenzione particolare ai giovani e alle famiglie, ma anche agli anziani. E poi c’è il tema dello sviluppo: bisogna rendere Fermo più attrattiva, senza perdere la propria identità».
Che ruolo può avere l’Europa per un territorio come questo?
«Un ruolo fondamentale. L’Europa non è distante, è presente nelle opportunità concrete: fondi, progetti, sviluppo. Sta anche agli amministratori locali saper intercettare queste risorse e trasformarle in crescita per il territorio».
Malvatani sindaca: cosa cambierebbe?
«Cambierebbe il metodo. Più ascolto, più partecipazione, più attenzione ai bisogni reali. E poi una visione moderna, capace di guardare al futuro senza dimenticare le radici».
Un messaggio agli elettori?
«Partecipare è fondamentale. Il voto è uno strumento decisivo per scegliere il futuro della propria città. E qui c’è una proposta seria su cui vale la pena puntare».
Ci sono collegamenti tra il NO al referendum e il voto alle amministrative?
“Il motivo che ha spinto tantissimi a votare No è che in Italia nessuno vuole dare pieni poteri a un unico individuo. A Fermo potrebbe accadere la stessa cosa perché per quanto una persona possa aver fatto, con luci e ombre, l’amministratore, nessuno vuole padroni. Chi non è più sindaco non può pensare di continuare a comandare attraverso qualche portavoce. Invito Calcinaro ad occuparsi meglio di sanità, basta far finta sempre di non entrarci nulla, non abbiamo bisogno di questo tipo di politica”.
Il civismo di Calcinaro non è più la ricetta vincente?
"La verità è che il civismo di Calcinaro non è più fuori dai partiti, ma è un pezzo della destra, di quella destra che con il referendum potrebbe aver preso una strada in discesa e questo nuovo clima nazionale
può arrivare fino a Fermo”.
