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Da Amandola a P.S.Elpidio, prevenire la violenza contro le donne. "Se vi chiede password e app di geolocalizzazione, non è normale"

12 Marzo 2026

PORTO SANT’ELPIDIO/AMANDOLA – Non ha confini l’impegno contro la violenza di genere. La Polizia di Stato, supportata dalla prefettura di Fermo e da realtà del territorio, che sia un comune o un’associazione, entra nelle scuole, nei teatri, nelle piazze per dire ‘NO’ e spiegare come prevenire la violenza, in particolare contro le donne.

Ad Amandola, insieme con la Compagnia Ceneri d’Arte, parole e musica con ‘Oltre lo sguardo, come trasformare le emozioni’. Nato all’interno della rete antiviolenza, guidata dal prefetto D’Alascio, il progetto Educazione alla legalità ha unito le terze medie di Amandola e Comunanza con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sui diritti fondamentali della persona riconosciuti dalla Costituzione e di promuovere una cultura improntata al rispetto, all’uguaglianza e alla legalità.

Per rendere ancora più coinvolgente l’incontro, sono entrati in scena anche gli attori e ballerini del musica Medusa - L’inganno degli dei. L’incontro, moderato da Maja Matic, è stato stimolante. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di dialogare direttamente con i professionisti e i rappresentanti delle istituzioni, ascoltando la psicologa Eleonora Orizi, l’avvocata Martina Meconi e la dottoressa Maria Raffaella Abbate, vice Questore della Polizia di Stato di Fermo.

Abbate che è stata protagonista poche ore prima a Porto Sant’Elpidio. in questo caso, a organizzare è stato il comune, insieme con prefettura e Polizia. Di fronte, al cineteatro  Gigli, gli alunni di terza e quarta del Polo Urbani.

Sul tavolo i numeri fronti dall’Unicef che fotografano una drammatica realtà: una dona su tre nel mondo ha subito violenze, fisiche o psicologiche. Per lo più da parte di conoscenti, parenti o compagni. C’è anche un altro dato che emerge, tra la generazione Z, quelli nati tra il 1997 e il 2012, il 33% ritiene che la donna debba ubbidire e non debba essere troppo indipendente.

Come prevenire? “Innanzitutto formando”. Non ha dubbi il questore Eugenio Ferraro, che ha introdotto l’incontro, affiancato dal sindaco Massimiliano Ciarpella, dall’assessora Elisa Torresi, vera promotrice dell’iniziativa, dall’assessore Enzo Farina e dalla capo di gabinetto della Prefettura, Ilaria Tanoni, che ha invece ricordato il protocollo che vede impegnati allo stesso tavolo enti, scuole e associazioni.

L’Abbate, dirigente dell’Anticrimine, è entrata nel dettaglio di situazioni, con esempi chiari, come il controllo della posizione, che troppi ragazzi richiedono facendo installare app di geolocalizzazione, o come la scelta degli abiti, che viene nascosta dietro un ‘te lo regalo io’, ma che sottintende un controllo della persona, o la richiesta di avere le password dei social.

“Segnali iniziali di un rapporto malato che bisogna avere la forza di interrompere, imparando anche a chiedere aiuto. Perché, ricordate, questa non è la normalità” ha ribadito.

Aiuto che si può chiedere al 1522, aiuto alla Polizia, aiuto a un insegnate o agli amici “che hanno un ruolo importante, di ascolto e di osservazione”. I ragazzi hanno ascoltato attenti, primo obiettivo raggiunto. Ma è solo un passo all’interno di un lugo percorso per aiutare a capire che se “unno ti videochiama o messaggia in continuazione quando sei con le amiche, non è dolcezza, ma desiderio di controllo”.

Due eventi importanti che hanno nella Polizia e nella Prefettura i partner essenziali per far capire ai giovani che “questo non è amore”, che invece richiede fiducia e rispetto.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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