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Cultura, imprese e turismo: il centro Italia fa squadra. Acquaroli: "Piano comune per nuove infrastrutture"

9 Giugno 2021

FERMO – Un tavolo operativo e di lavoro sulle connessioni e le infrastrutture possibili per voltare pagina, così da preparare una proposta comune da sottoporre al premier Draghi. Nuovo e importante approccio strategico per il centro Italia che vuole tornare a essere protagonista per non scivolare verso sud, ma per diventare il traino caso mai verso il nord.

Un’area che rappresenta il 22% della popolazione, il 23% del Pil, il 23,5% degli occupati, circa 5,5 milioni di persone, il 20% dell'export del Paese, il 24% delle imprese italiane.

“Credo che in questo momento storico è fondamentale per il nostro Paese e per l'Europa riuscire a raggiungere una scala di priorità che rimetta al posto giusto quelle infrastrutture mai completate o non potenziate, lasciando così dei territori non connessi pregiudicandone lo sviluppo, la capacità di essere competitivi e costringendoli a fenomeni come quello dello spopolamento” sottolinea il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, al termine della riunione in cui è stato presentato il tavolo tecnico-politico che vede assieme le 5 Regioni dell'Italia Centrale per un nuovo patto per lo sviluppo infrastrutturale dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

“Questo tavolo - ha aggiunto Acquaroli - può offrire tanti spunti al governo centrale e spero che il governo si basi anche su quello che le Regioni propongono. La competitività passa attraverso le connessioni. Nella dorsale adriatica è fondamentale che si riprenda il ragionamento sull'alta velocità ed è altrettanto importante creare quell'interconnessione viaria nelle zone appenniniche, così da riportare ad essere competitivi quei territori danneggiati dal sisma e che già prima del terremoto, faticavano”.

A guidare il piano ‘L’Italia dei due mari’ c’è Nicola Zingaretti, presidente del Lazio: “Le nostre proposte per Draghi, ma anche per i grandi player nazionali come Anas o Fs. Vogliamo contribuire alla definizione di un 'Next generation Ue' che tenga in considerazione le potenzialità di questa parte di Paese”.

Chiaro che il tavolo unisce, poi ogni regione saprà muoversi singolarmente: “Ma noi crediamo che abbia un valore immenso presentare progetti insieme". Al tavolo con Acquaroli e Zingaretti c’erano la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, dell’Abruzzo Marco Marsilio e della Toscana, Eugenio Giani. "Avviamo subito un lavoro comune sullo sviluppo infrastrutturale, economico, produttivo e sociale.  In questi anni abbiamo ottenuto risultati valorizzando le peculiarità dei territori ma mai, insieme, siamo riusciti a pensare ad un comune progetto di sviluppo e a investimenti utili per fare volano. Vogliamo dimostrare al Paese che un modo di ragionare insieme c'è" riprende Zingaretti.

Anche perché queste cinque regioni hanno davvero tanto da offrire: “L'Italia qui trova radici storiche e culturali di grande richiamo può diventare davvero un volano di attrattività anche per il turismo - aggiunge Giani -. Il patrimonio culturale e turistico, che poi è l'oro per l'Italia è un grande richiamo, in queste 5 regioni ha trovato tanti riferimenti che insieme potremmo sviluppare e farne elemento di promozione per la capacità attrattiva dell'italia tutta. Se vogliamo fare tutto questo dobbiamo pensare a quel collegamento infrastrutturale tra Tirreno e Adriatico che è rimasto sacrificato”.

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