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Croci di canna e palma d'ulivo, la tradizione rivive a Casette d'Ete. "Proteggono ben più dei campi"

3 Maggio 2021

SANT’ELPIDIO A MARE – Ci sono tradizioni che continuano a vivere grazie all’impegno di associazioni come Santa Croce, che ha in Manfredo Longi il suo storico cantore e in Marisa Colibazzi la presidente.

La Basilica imperiale di Santa Croce al Chienti si è riempita, nel limite delle disposizioni sanitarie, per permettere ai tanti visitatori la benedizione delle croci di canna con palma d’ulivo benedetta.

“I contadini sono soliti piantarle il 3 maggio a protezione del raccolto, soprattutto il grano, dalla grandine e da tutto ciò che poteva danneggiarlo. Abbiamo voluto riproporre questa usanza che risale a tanti anni indietro nel tempo e alla quale gli agricoltori sono particolarmente legati” spiega Longi. Dalla Colibazzi un grazie speciale ai volontari della Protezione civile, che hanno controllato gli ingressi per garantire la sicurezza della manifestazione.

La benedizione delle palme è stata affidata a don Iginio Marcelli, parroco di Casette d’Ete. “Anche io, che vengo dalla campagna, ricordo che mio padre rispettava questa usanza. Ma il significato di questo simbolo unito al ramoscello d’ulivo, non si limita alla protezione del raccolto. È un simbolo di protezione per ognuno di noi dalle ‘croci’ che assillano la nostra vita”.

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