
FERMO – L’Adriatico è stretto, ragionare su rapporti economici più efficienti è logico. E di questo si occupa Gino Sabtini, presidente della Camera di commercio delle Marche, all’interno del Forum delle camere dell’Adriatico con l'iniziativa Gain - Growth in Adriatic-Ionian Network 2026.
Una strategia che nasce da un dato: l'export agroalimentare marchigiano verso la Croazia si è quasi triplicato in quattro anni, passando da 4,9 milioni di euro nel 2020 a 12,2 milioni nel 2024. La missione, durata più giorni, si è mossa tra incontri B2B, visite aziendali e momenti di networking tra imprenditori marchigiani e operatori croati provenienti principalmente da Dubrovnik e Spalato, interessati ad acquisire prodotti locali per le proprie strutture ricettive e ristorative.
L'iniziativa si inserisce nella Strategia adriatico-ionica (Eusair) come format pilota replicabile per l'internazionalizzazione delle Pmi marchigiane. Il quadro complessivo dell'agroalimentare regionale è in espansione: nel 2024 l'export ha raggiunto 591,7 milioni di euro, con una crescita del 4,9% rispetto all'anno precedente. Nei primi nove mesi del 2025 il dato si attesta già a 448,3 milioni, in aumento del 4,4% sullo stesso periodo del 2024.
Come per altri articoli manifatturieri, i mercati principali restano Germania (65,1 milioni), Stati Uniti (46,7 milioni) e Francia (32 milioni). Sul fronte croato i settori più dinamici nei primi nove mesi del 2025 sono i prodotti lattiero-caseari, cresciuti da 943mila a 1,12 milioni di euro, e il pesce lavorato e conservato, quasi triplicato da 189mila a 480mila euro.
Che i ristoratori croati credano nei prodotti marchigiani lo conferma Edvard Hudi, titolare del ristorante Buffet Fife a Spalato, specializzato nella cucina dalmata e attivo da 39 anni: “Penso che in generale la Croazia sia in ritardo di dieci anni rispetto all'Italia e vorrei imparare cose per poi applicarle nel mio campo”. Dani Banovac, membro della giunta municipale di Dubrovnik e titolare di alcuni ristoranti dell'area, punta invece su accordi strutturati: “Vorremmo imparare dall'esperienza italiana per adattarla al nostro mercato”.
Soddisfatto Gino Sabatini: “Il settore dell’HoReCa che in Croazia, ricordo, sviluppa un bacino economico di circa 6 miliardi di dollari, e con una prospettiva di crescita del 6% nei prossimi anni”.
Numeri alla base della missione condivisa con il Presidente del Forum AIC, Joze Tomas. “Utile a contribuire a far conoscere non solo le nostre eccellenze del comparto agroalimentare ma anche il territorio di cui queste produzioni sono ambasciatrici. Inizio un percorso che si sviluppa dal comparto della ristorazione e dell’accoglienza, recependo un’istanza delle imprese croate ma si articolerà in altri settori strategici. Le aziende marchigiane hanno interesse a rendersi appetibili nel mercato croato e nell’oltre Adriatico nel suo complesso, che oltretutto ha il vantaggio di essere a portata di volo, appena un’ora, dallo scalo del nostro Sanzio” conclude Sabatini.
