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Covid e sanità. Cesetti: "Ecco il piano per pulire il Murri". Sul tavolo di Acquaroli proposte e soluzioni

9 Novembre 2020

FERMO – Salvare il Murri, garantendo la miglior risposta sanitaria ai pazienti Covid e non. Ecco l’obiettivo dell'atto presentato oggi in consiglio regionale da Fabrizio Cesetti, supportato dai consiglieri Carancini e Mangialardi.

Una risoluzione corposa quella scritta dai tre Dem che ha un punto fermo: l’utilizzo del Covid Hospital di Civitanova anche, per non dire in primis, per i pazienti del Murri.  Del resto, ribadiscono citando un atto della Regione, “la Giunta è impegnata nel potenziamento della rete ospedaliera e dei posti di terapia intensiva prima di tutto con la riattivazione del Covid Hospital, che rappresenta un elemento strategico per evitare quanto più possibile la promiscuità nei reparti ordinari…”.

IL QUADRO ATTUALE

È questa è una strategia che l’ex assessore condivide. Ma che va messa in atto partendo da un dato: l’ospedale di Fermo non può essere prioritariamente Covid, come invece previsto. “L’aumento dei ricoveri, dai 13 posti letto istituzionali per Malattie infettive siamo arrivati a 53, ha obbligato l’Area Vasta a dedicare ai pazienti Covid anche gli attuali posti di Terapia Intensiva (7), con conseguente necessità di ampliarli ulteriormente con 8 posti letto dell’UOC Cardiologia inclusa Utic, con grave potenziale danno alla salute di pazienti affetti da patologie cardio-vascolari”.

IL NODO MURRI

Inaccettabile, per più motivi, considerando che ci sono altre patologie infettive presenti nel territorio fermano, come tbc e meningiti. “E poi il Murri è l’unica struttura specialistica con caratteristiche di 1° livello come da DM 70/2015 nel territorio della Provincia di Fermo e, come tale, deve essere dedicata alle prestazioni e alle cure, programmate e di urgenza, necessarie ai cittadini della provincia”.

Da qui la richiesta “per impedire che le decisioni assunte ridimensionano fortemente l’unico Ospedale Provinciale del territorio Fermano, riducendone notevolmente le risorse finalizzate al soddisfacimento del bisogno di salute e di assistenza proveniente dall’intero territorio per tutte quelle patologie diverse dal Covid 19, anch’esse urgenti e necessarie, con grave e sicuro rischio per la salute dei cittadini”.

REPARTI A RISCHIO

Il reparto più sacrificato è Terapia Intensiva che comporta “il blocco delle attività operatorie e inutilizzabilità dell’unica Rianimazione territoriale. Un pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini della Provincia di Fermo”. Per evitarlo la soluzione immediata è “la riattivazione del Covid Hospital. I sacrifici richiesti ai cittadini della Provincia di Fermo nella prima fase dell’emergenza sanitaria, in termini di compressione dei livelli di assistenza, possono oggi essere evitati con la sua riattivazione per evitare, come ribadito dalla Giunta, quanto più possibile la promiscuità nei reparti ordinari”.

LA SOLUZIONE DI CESETTI

Cesetti e gli altri consiglieri del Pd propongono anche una soluzione per una gestione di posti, con l’interessamento degli altri nosocomi regionali, e del personale: “Il direttore dell’Area Vasta 4, il 3 novembre 2020, prospettava all’Asur la necessità di trasferire il blocco della Terapia Intensiva/Subintensiva dell’Ospedale di Fermo con l’UOC Malattie Infettive presso il Covid Hospital di Civitanova Marche, sollecitando un preventivo accordo con le organizzazioni sanitarie al fine di favorire la movimentazione del personale. Per questo, riteniamo che si opportuno e necessario trasferire a Civitanova tutte le aree di assistenza Covid attualmente attive presso l’Ospedale di Fermo”.

IL PERSONALE

Con la risoluzione, i consiglieri impegnano il presidente Acquaroli e la giunta “a riattivare, per il completo utilizzo, il Covid Hospital di Civitanova Marche; - a trasferire nella struttura di Civitanova Marche tutte le aree “Covid dedicate” attualmente attive presso l’ospedale di Fermo, ricorrendo almeno in una prima fase al supporto in termini di risorse umane da parte della Croce Rossa Italiana o altri Enti quali la Protezione Civile e altre Associazioni umanitarie; ad attingere, comunque, per quanto riguarda l'utilizzo del personale da destinare al Covid Hospital di Civitanova Marche proporzionalmente tra le quattro Aziende del SSR ed all'interno dell'ASUR proporzionalmente tra le cinque Aree Vaste”.

r.vit.

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