
di Raffaele Vitali
MILANO – Chi organizza brinda, chi partecipa riflette. Ma a dire il vero anche chi il Micam lo dirige, Paolo Borghini, sa che ci sono delle ombre su cui lavorare e in fretta. Gliele hanno fatte notare tanti calzaturieri durante la tre giorni all’interno dei padiglioni di Fiera Milano. Glielo fanno notare oggi gli imprenditori calzaturieri Valentino Fenni, Simone Del Gatto, Annarita Pilotti e Claudio Scocco.
I NUMERI
Stando ai numeri ‘positivi’, Micam e Mipel hanno chiuso con 20mila visitatori, poco più della metà stranieri. Considerando che tutto Fashion Link ne ha prodotti 46mila, il peso delle due fiere, che hanno nel distretto marchigiano il loro cuore, possono dirsi soddisfatte.

Tra i Paesi che hanno visitato le manifestazioni, le migliori performance da Francia, Spagna, Germania, Belgio, Grecia e sul fronte Extra UE dal Giappone e dagli USA.
“I numeri confermano la solidità della manifestazione, ma ciò che ci rende davvero orgogliosi è la qualità delle relazioni che si costruiscono qui, l'intensità del confronto tra aziende, buyer e operatori provenienti da tutto il mondo. MICAM non è soltanto una fiera: è una piattaforma viva di business e di visione strategica, uno spazio in cui l'eccellenza manifatturiera italiana dialoga con le tendenze emergenti, con le nuove tecnologie, con i modelli distributivi del futuro” commenta Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.
La presidente rivendica la sinergia con Ice per i buyer e il rapporto con Arsutoria che ha portato 500 studenti a Milano, avvicinando i giovani al mondo della calzatura. Temi chiave, ma resta il motivo per cui un imprenditore arriva a Milano ed è la vendita delle paia. Per farlo servono due fattori: compratori e firme sui contratti.



PADIGLIONI DA RIVEDERE
Ed è qui che tra le luci di alcun numeri, arrivano le prime ombre. La più grande è quella che toglie la luce ai padiglioni 1 e 3, decisamente meno frequentati del 2 e 4 e quindi necessari di una completa rivoluzione degli spazi e delle tipologie.
“Scendono clienti e paia, vorrei dire che ci sono luci e ombre, ma le luci sono flebili” riprende Valentino Fenni, presidente dei calzaturieri di Confindustria Fermo ed espositore con la sua azienda. “I padiglioni hanno evidenti punti critici di cui parleremo nelle prossime settimane, come di dovere, nel consiglio di presidenza. Sono contento che il direttore Borghini abbia già ascoltato molti imprenditori, quindi sa che seve qualcosa di nuovo”.
Per Fenni la fiera va resa più attraente. “Un remix dei posti? Bisogna valutare, se il posto è nuovo per tutti si può valutare. Come sono da valutare interesse e ordini dei clienti. Gli acquisti sono procrastinati, in media di un mese, quindi il vero impatto del Micam lo si capirà fra diverse settimane”.
“E’ che la fiera – chiarisce il maceratese Claudio Scocco di Donna Soft – è durata un giorno e mezzo. Questo significa che vengono i clienti noti, ma la fiera nasce per trovarne di nuovi e possibilmente aumentare le quantità”.
Uno stand medio piccolo, considerando anche le spese di albergo e trasporti, costa 20mila euro. “E’ un costo, lo sappiamo. Ma partiamo anche con la speranza visti gli incoming organizzati. Ma – suggerisce Scocco – bisogna valutarli meglio. In fin dei conti vengono con i soldi di Assocalzaturifici e Ice, quindi italiani. Non credete che dovrebbero entrare negli stand del bel Paese? E soprattutto bisogna verificare se poi ordinano o no, altrimenti si cambia”.
Per Scocco il Micam ha permesso di incontrare diversi clienti russi. E poi buyer dalla Polonia, anche se ancora non coincidono. “Dal Micam vado via ancora più convinto della necessità di crescere in Europa, siamo solo in Svizzera e Austria. Puntare Belgio, Olanda e Scandinavia”.
Se c’è anche una questione che pesa su produzione e ordini, è quella degli aumenti che non sono solo quelli legati alle materie prime: “Il contratto di lavoro, giustamente, ha portato a un aumento del 10% in tre anni per i dipendenti. Con meno ordini e lavoro, però pesa ancora di più come quota, ma non possiamo rifarci totalmente sul cliente, che già è in difficoltà”.
INCOMING PIU’ EFFICACE
Per compensare, devono tornare a crescere le paia. “Dobbiamo migliorare l’incoming, è un tema non più rinviabile. Vorrei anche un report sugli acquisti da parte dei buyer. Se la lista di un anno funziona, bene, se non si cambia” è il punto di incontro tra Scocco e Simone Del Gatto, un passato ai vertici della Confartigianato, oggi in fiera con il calzaturificio Giovanni Conti.
Non solo. “Dobbiamo decidere come gestire la fiera e valutare la divisione, magari, tra chi fa made in Italy e chi no” è il pensiero di Del Gatto che con la su azienda in Africa, mercato ambito, ci lavora davvero. “Una evoluzione potrebbe essere anche quella di dividere la fiera tra chi produce per l’uomo e chi per la donna. Ma soprattutto, bisogna creare un ingresso e un’uscita con un serpentone che spinga i buyer quantomeno a passare davanti a tutti gli stand. Un po’ come avviene nei supermercati in cui il percorso tra i corridoi aiuta gli acquisti o quantomeno ti spinge a osservare”.

Infine, Annarita Pilotti, titolare di Loriblu ed ex presidente di Assocalzaturifici che ha una critica e un suggerimento. “Sono state fatte delle scelte che non condivido da Assocalzaturifici. Invitare al Micam con Ice clienti dell’est Europa, soprattutto kazaki e uzbeki, quando fra 15 giorni andiamo ad Almaty. Quindi, o porti qualcuno che davvero non verrà poi in fiera, o non ha senso perché vai solo a privare di opportunità chi ha investito sull’esposizione in Kazakistan. Avrei quindi preferito che venissero invitati più figure da Corea o Europa”.
C’è poi il consiglio: “Il primo giorno ho lavorato bene, con buyer di qualità. Se vogliamo che il Micam rimanga una fiera internazionale di riferimento, si devono selezionare le aziende e creare dei veri padiglioni per tipo. E poi dividiamo chi produce e chi è una commerciale, senza dimenticare di dare una priorità alle aziende associate ad Assocalzaturifici, magari così eviteremo chi fa le infradito di gomma dietro a chi produce scarpe col tacco”.
Si chiude così un Micam luci e ombre che avrà un importante seguito nelle prossime settimane con incontri tra i vertici di Assolcaturifici e chi sta lavorando sul nuovo layout, pensando anche a quanto fatto nel padiglione del Mipel dallo studio Lombardini 22.
