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Consigli e riflessioni: il rapporto medico paziente nel libro che vuole spegnere la 'Pancia in fiamme'

7 Febbraio 2020

A scriverlo il professor Paolo Sossai: "Le infiammazioni intestinali sono molto più frequenti di quanto si creda"

FERMO – Paolo Sossai è uno dei maggiori esperti di medicina interna e gastroenterologia, con un lungo passato universitario, oggi autore di un romanzo scientifico: 'Pancia in fiamme, manuale di sopravvivenza in un mondo irritato'. "Una pancia che accendiamo ancora di più con i social e i tempi vorticosi che non rispettano il corpo".

“Un libro che tratta una malattia molto diffusa, le infiammazioni intestinali. La particolarità è data dall’incontro tra il professor Sossai e un giornalista del Gazzettino Veneto, Elisio Trevisan, che si trova ad affrontare la retto colite ulcerosa” introduce Fabio Castori, giornalista e amico dell’ex primario dell’ospedale di Urbino, nonché presidente dei gastroenterologi delle Marche.

Tutto questo viene raccontato tenendo la scienza, la medicina, come filo conduttore. Per cui si alterna un capitolo dedicato al paziente e uno al medico. L’incontro con Paolo ridà al protagonista del romanzo una vita sociale e lavorativa. “Sossai diventa il Caronte che riporta Elisio dal lato della speranza” ribadisce Castori.

“Voglio leggere questo libro, perché sono uno di quelli a cui il libro può essere riferito. La vita piena di pesi che poi diventano reflussi e colecisti con operazione d’urgenza” aggiunge il sindaco Paolo Calcinaro.

Lo stomaco è il secondo cervello. “Ho voluto Fermo, perché Fabio Castori è stato il primo lettore e mi ha aiutato di arrivare all’Armando Curcio Editore. Il mio è un grazie a lui e alla regione che mi ha adottato. Sono veneto, ma da 16 anni vivo nelle Marche e quindi debutto qui”.

Sossai parte da un concetto: le parole vanno dette se aiutano. “Questa è medicina narrativa, modalità nuova ma antica in cui il medico si prende il tempo di entrare nel vissuto del paziente. In questo modo capiamo qualcosa in più, il medico non può sapere tutto, ma è importante recuperare le motivazioni”. La mano del medico conta, ma per una buona sanità servono le risorse. “Dal 2008 al 2017 in Italia abbiamo avuto un calo del Pil del 20% e questo poi si ripercuote nella sanità. Dobbiamo ingegnarci, i livelli non possono scendere al disotto di alcuni standard. Il nostro è uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, quindi cerchiamo di non perdere questo approccio”.

Scrivere il libro la definisce una esperienza catartica. “Scoprire aspetti dell’altro, incontrarlo mentre pensa di avere una displasia da una mail tragica. E invece pian piano vedere il quadro clinico migliora ed è iniziata l’avventura dei farmaci biologici, le nuove frontiere della bio ingegneria. Rinasce Elisio, va oltre il suo ‘sangue e merda’ che gli stava stravolgendo la vita”.

La copertina del libro è molto forte, d’impatto: “Una immagine angosciante, ma ritengo che riesca a esprimere quello che Elisio stesse provando”. Delle fiamme che prendono il mondo, la pancia e la testa della persona. “Tutti noi siamo un po’ infiammati, perché viviamo in un mondo infiammato. Ogni patologia cronica, inclusi i tumori, hanno nell’infiammazione un suo elemento che lo contraddistingue”.

Un libro che è anche un prontuario. “Il sottotitolo racchiude alcune informazioni sullo stadio delle conoscenze scientifiche nell’ambito delle patologie croniche, dalle infartuali alle intestinali. Anche nell’infarto c’è una base di tipo infiammatorio, do informazioni che ritengo utili e per chi vuole approfondire c’è anche una bibliografia giornata. E Fabio mi ha spinto a fare un’appendice sulla prevenzione. Quindi il romanzo finisce prima e poi ci sono le mie considerazioni in ambito preventivo con esperienza di 16 anni di primariato e di direttore di dipartimento medico. Sottolineo l’aspetto della prevenzione primaria, che viene prima della diagnosi precoce: attenzione a quello che mangio e al movimento, siamo nati per camminare, l’aspetto psicologico, il nostro incessante correre. L’ansia che abbiamo si trasmette a chi è vicino, diamoci elementi su cui ragionare. Nell’appendice pongo la domanda ‘perché preferiamo assumere un farmaco piuttosto che fare attenzione all’alimentazione e al regime di vita? Se faccio attenzione a questo, costo di meno al sistema sanitario e sto meglio, non dimentichiamolo”.

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