
FERMO – Step importante per Confindustria Fermo. Di fronte al mare di Portonovo si allarga l’orizzonte dell’economia marchigiana e di sue tre territoriali: Fermo, Macerata e Ancona.
“Fare sistema per competere di più”. c’è questo dietro la firma dei presidenti Fabrizio Luciani (Fermo), Diego Mingarelli (Ancona) e Marco Ragni (Macerata). Un progetto che punta a “rafforzare il sistema industriale regionale, valorizzare le specificità dei territori e potenziare le relazioni tra le imprese lungo le filiere produttive, unendo competenze e mantenendo una forte vicinanza al tessuto imprenditoriale locale” spiegano.

Il percorso coinvolge 1.200 imprese, pari a oltre il 60% delle aziende e degli addetti del sistema Confindustria Marche, e andrà completato entro il 2028.
Le tre territoriali organizzeranno una serie di incontri sui territori peer far comprendere la forza del progetto.
“Partiremo dal rafforzamento delle filiere industriali. Sono già in programma incontri dedicati in cui le imprese dei principali comparti potranno confrontarsi, sviluppare progettualità comuni e attivare nuove relazioni lungo le catene del valore”.
Non solo, le tre associazioni lavoreranno su servizi comuni. “Pensiamo ad ambiti strategici come transizione energetica, ESG, innovazione digitale, internazionalizzazione e politiche e relazioni industriali”. Il percorso delle tre territoriali è stato tenuto a battesimo dai vertici di Confindustria nazionale: in sala il Direttore Generale di Confindustria Maurizio Tarquini e il Direttore all'Organizzazione, Marcello Gozzi.
“Le imprese sono cambiate, il contesto è cambiato, le sfide si sono fatte più complesse e la dimensione operativa è diventata un fattore determinante per competere. In una prospettiva più ampia, pur mantenendo un solido presidio territoriale, l'aggregazione consente alle imprese di entrare in un ecosistema relazionale più evoluto: una rete regionale in cui le filiere non sono più una somma di comparti, ma un sistema integrato di competenze, connessioni e opportunità” chiariscono i tre presidenti.
Un salto di qualità che si traduce in effetti concreti su crescita e continuità aziendale: dalla nascita di partnership industriali e collaborazioni strategiche, fino al supporto nei passaggi generazionali, sempre più decisivi per preservare e rafforzare il patrimonio produttivo della regione.
“Si tratta di una scelta strategica, non solo organizzativa: in un contesto in cui le politiche industriali e le risorse si definiscono su scala sempre più ampia, l'integrazione rafforza la capacità di rappresentanza del sistema produttivo marchigiano, sui tavoli decisionali regionali, nazionali ed europei”.
Il messaggio finale dei tre presidenti è ai colleghi di Ascoli e Pesaro: “Le porte sono aperte, vorremmo che questo percorso si estendesse all’intero sistema confindustriale. Intanto, il bacino confindustriale creato mette sul tavolo 50mila occupati e un indotto tre volte superiore”.
per completare l'iter, che ha nei prossimi due anni il suon tempo tecnico, dopo il voto a favore dei Consigli di presidenza e di quello generale, manca solo quello dell'assemblea.
