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Classifica dei sindaci: Calcinaro perde 12 punti, vola Fioravanti. Tra i governatori Ceriscioli è stabile

6 Luglio 2020

FERMO – Da primo a penultimo tra i capoluoghi delle Marche, ma sempre forte, visto che si colloca al 23esimo posto in Italia. Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo, perde 12 punti, rispetto al 2015, nella classifica stilata dal Sole 24 Ore. A Governance Poll, affidata a Noto Sondaggi, fotografa la popolarità di sindaci e governatori di regione rispetto al giorno delle elezioni.

Nelle Marche il sindaco di Fermo incassa la peggior performance tra i primi cittadini dei capoluoghi di provincia. Marco Fioravanti, Ascoli Piceno, è al nono posto, pari merito con altri, con 60% di popolarità (+0,7%) rispetto ai voti ottenuti nel 2019, la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli è 13/a, ma perde consensi rispetto alle elezioni del 2018 (da 62,8% a 59,8%, -3%), il sindaco di Pesaro Matteo Ricci è 22/o, ma aumenta di 0,7, mentre quello di Fermo Paolo Calcinaro, 23/o, passa da 69,9% dell'elezione nel 2015 al 57,8% di popolarità attuale (-12,1%), a Macerata Romano Carancini è al 44/o posto e passa da 59,1% delle elezioni del 2015 al 54,7% di gradimento (-4,4%).

A livello di governatori, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, con il 40% dei consensi, è al 16/o posto: ha perso l'1,1% di popolarità rispetto al giorno dell'elezione, nel 2015. Secondo il sondaggio effettuato sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta, l'indicazione più evidente è l'en plein del centrodestra con i quattro governatori più popolari d'Italia: subito dopo Zaia, infatti, si piazzano Massimiliano Fedriga (Friuli V.G., Lega, 59,8%), Donatella Tesei (Umbria, Lega, 57%) e Jole Santelli (Calabria, Forza Italia, 57,5%).

Al quinto posto, con consensi in crescita rispetto al giorno delle elezioni (dal 51,4 al 54%), si classifica il primo governatore del centrosinistra, quello dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Il progresso più significativo è quello di Giovanni Toti in Liguria (dal 34,4 al 48%), mentre gli arretramenti più vistosi sono accusati da Michele Emiliano in Puglia (dal 47,1 al 40%) e Attilio Fontana in Lombardia (da 49,7 a 45,3%). All'ultimo posto nel Governance Poll delle Regioni c'è il governatore del Lazio e segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, la cui performance è praticamente allineata al risultato - poco più del 30%, il più basso tra i governatori - ottenuto il giorno delle elezioni.

Soddisfatto, ovviamente, Marco Fioravanti: “Nono posto assoluto nell'indice di gradimento dei sindaci d'Italia, primo della regione Marche! Davvero una grandissima soddisfazione personale, perché dimostra come la comunità ascolana stia apprezzando l'impegno e la dedizione quotidianamente messi in campo per la nostra città! Siamo rimasti vicini a tutte le famiglie durante l'emergenza, abbiamo sempre ascoltato i nostri cittadini e dialogato con loro! Questo indice di gradimento mi riempie di orgoglio, ma non è e non deve essere un punto di arrivo: la strada che stiamo percorrendo è quella giusta, ma vogliamo continuare a lavorare con amore, passione e con l'umiltà che ci hanno fin qui contraddistinto”.

Ai vertici della classifica ci sono Zaia e Decaro, sono loro le star della politica degli enti locali, anche per la 'spinta’ dell'emergenza Covid-19. “abbiamo avuto grande visibilità nel bene e nel male a causa del virus” spiega Zaia seguito poi da Decaro. Sul fronte dell'indagine sui sindaci di 105 città capoluogo di provincia, dopo il primo posto di Decaro e il secondo di Cateno De Luca (Messina, Lista civica), si registra il terzo posto ex aequo di sindaci che hanno vissuto in prima linea due diverse situazioni di emergenza: quella del Ponte Morandi per Marco Bucci (centrodestra, Genova) e quella del coronavirus per Giorgio Gori (centrosinistra, Bergamo). Nelle retrovie due figure simbolo a livello amministrativo del Movimento Cinque Stelle: Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino, rispettivamente al penultimo posto (con un calo di 29 punti rispetto al 67,2% del giorno di elezione) e al 97mo (-10,9). Indietro anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris (al 100mo posto con un calo di 24 punti). Tra le grandi città, in lieve crescita i sindaci di Firenze Dario Nardella (34mo posto) e di Milano Giuseppe Sala (52mo).

“I risultati del Governance Poll sembrerebbero aprire nuovi scenari di leadership nazionale, ma bisogna sempre fare conti con i profili percepiti dagli elettori in relazione ai singoli ruoli che gli stessi politici occupano. Guardando ai sindaci - spiega Antonio Noto sul Sole 24 Ore - viene da pensare che chi opera nelle città medie riceve una maggiore attenzione positiva rispetto ai primi cittadini delle grandi città. Non è sufficiente essere riconosciuto come un buon amministratore per proiettarsi su dinamiche nazionali. Molto spesso i sindaci ed i presidenti di Regione ottengono un gradimento alto ma che si concentra nell'area territoriale in cui operano e non è facile poi estendere al resto d'Italia questo riconoscimento”.

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