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Città blindate di notte, i controlli spengono la movida. Ma nel Fermano i positivi crescono sempre più

1 Novembre 2020

di Francesca Pasquali

FERMO - Un risveglio pauroso, dopo la notte delle streghe e dei fantasmi. I 160 nuovi casi registrati oggi nel Fermano parlano di un contagio sempre più diffuso. Preoccupa la situazione di tutta la regione che, insieme, conta 693 nuovi positivi al Covid, su 1.934
tamponi processati (35%). Significa che, su ogni tre tamponi, uno èpositivo. Guida la preoccupante classifica Ancona con 177 nuovi casi, seguita da Macerata (176), Fermo, Ascoli (82) e Pesaro (65). La provincia più a nord, che, per prima, nella precedente ondata della pandemia, ha conosciuto il significato delle parole “zona rossa”, adesso è quella che registra meno contagi.

Dall’altro ieri, al “Murri” è stato riattivato il reparto di Medicina Covid. I ricoverati positivi, all’ospedale di Fermo, sono 44: 32 tra Medicina riconvertita e Malattie infettive e 12 in Terapia semintensiva. In leggero aumento il numero delle persone in
quarantena, che passa dalle 1.351 di ieri alle 1.371 di oggi. I sintomatici in isolamento sono 141 (+29 rispetto a ieri).

Numeri in costante aumento, che preoccupano, suffragati dai decessi, purtroppo, ormai quotidiani. Nelle ultime 24 ore, le morti legate al Covid sono state quattro, tutte con patologie pregresse. La vittima più giovane è una 43enne di Fabriano, spirata nell’ospedale cittadino. Al Murri è morta una fermana di 93 anni. All’ospedale di Ascoli un 87enne di Castel di Lama, in quello di Marche Nord un 86enne di Fano.

Mentre il governo è al lavoro su un nuovo dpcm, che potrebbe uscire già domani, il Fermano serra i ranghi. L’ha fatto l’ospedale, blindando le corsie alle visite esterne, e lo fanno i Comuni. Recepito il grido d’aiuto dell’Area Vasta 4, i sindaci mettono in guardia i cittadini. Restate a casa e limitate il più possibile i contatti, l’appello che affidato ai social. E i fermani, almeno per adesso, il messaggio sembrano averlo recepito.

Ieri, per la sera di Halloween, l’attenzione era massima. Si temevano orde di ragazzini pronti a far danni. Invece, a parte qualche bottiglia vuota abbandonata per strada, la notte più spaventosa dell’anno è passata in sordina. Senza zucche intagliate, né voglia di
fare festa. Fermo blindata ha risposto bene. In piazza, ieri sera, l’atmosfera era sospesa. Le ronde dei vigili urbani per i vicoli inaccessibili per una notte ridavano il senso di questi strani giorni.
I pochi giovani che, nonostante la movida azzerata, non hanno disertato il salotto buono avevano le facce un po’ spaesate. Li ringrazia, Paolo Calcinaro, «per la bella prova di responsabilità».
Parla via social, il sindaco. «A me piange il cuore – ha scritto stamattina in un post – nel vedere una città che non può essere viva.
È come vedere un percorso che si interrompe bruscamente per un qualcosa di impensabile». «Non appena usciti da questo improvviso e imprevedibile incubo – promette –, farò e faremo di tutto per tornare a quella Fermo così viva, attrattiva e vivace per cui abbiamo lavorato
in questi cinque anni».

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