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Ciip, l'acqua non c'è: ecco dove scattano le chiusure notturne. Ma migliora il Valloscura

23 Luglio 2020

FERMO – “L’acqua del Pescara e l’acqua dei Sibillini non bastano più, inizia il riequilibrio”. Due piani di azione per il Ciip in questa fase post Covid.

Il primo è il controllo delle acque, affidato alla Cia Lab, con i dati che certificano quanto già anticipato da Legambiente: le acque che arrivano in mare sono pulite. “Siamo partiti a giugno, effettuando campionamenti settimanali sui 12 depuratori della costa. Da quello nord a basso Tenna fino al Brodolini di San Benedetto. Ogni martedì per capire l’impatto dei depuratori sui corsi d’acqua, che sono determinanti per aspetti ambientali e turistici”. L’unico dato fuori controllo è quello emerso il 16 giugno, con il prelievo fatto dopo tre giorni di pioggia: “Dopo il dilavamento del territorio e delle reti fognarie abbiamo rilevato un inquinamento pesante. E abbiamo rilevato problemi legati anche alla concimazione. Gli impianti funzionano, ma poi ci sono momenti non in grado di gestire la massa enorme di acqua legata a situazioni particolari. Per il resto del tempo i depuratori funzionano bene e non impattano”.

Quello che poi è accaduto sul fosso Valloscura e il Petronilla, con ripercussioni pesanti per la città di Porto San Giorgio che ha perso la bandiera blu. “Lo stato attuale del fosso è notevolmente migliorato rispetto al 2018 e 2019. Ma è evidente che il carico inquinante non è solo legato agli scolmatori, ma a tutto il territorio su cui i fossi insistono. Quindi, come spiegato al comune, è evidente che va studiata l’area di salvaguardia delle zone agricole in prossimità dei fossi. Lo spargimento del letame sui terreni incrementa la carica batterica. Ecco le ordinanze: la Regione ha obbligato i gestori a informare i vari comuni che hanno la possibilità di zone di balneazione di sversamenti su fossi, torrenti o fiumi dopo eventi piovosi. Vari comuni dovranno fare ordinanze di non balneabilità, che farà attivare l’Arpam e in caso di esito negativo rientrerà l’ordinanza. Noi siamo attivi con gli impianti di telecontrollo”.

A fronte della bontà delle acque, c’è l’assenza di prodotto, il secondo piano dell’azione. “Abbiamo preso la decisione di chiudere di notte delle condotte e mitigare le difficoltà di portata delle sorgenti principali, Pescara e Aso” precisa il direttore Gianni Celani. Nessuna chiusura per Ascoli, Maltignano e Folignano, San Benedetto - Porto d’Ascoli, Porto San Giorgio e una parte di Fermo, oltre alla zona montana di Amandola e Comunanza. Poi c’è la nota dolente: da lunedì senza acqua resteranno, dalle 22 alle 6.30 del mattino, queste zone: Servigliano paese e Curetta, Santa Vittoria in Matenano, le zone di San Martino, San Girolamo e Cappuccini di Fermo, Grottazzolina.

“L’acqua scarseggia e la decrescita continua. Siamo al punto di equilibrio instabile. Con le risorse che abbiamo, al momento, reggiamo ma i consumi del fine settimana erodono le riserve dei serbatoi. Da qui l decisione, dalla prossima settimana, di chiusure programmate su alcune linee”.

I vertici Ciip si appellano ai Comuni. “Emettere ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua per scopi diversi da igienico sanitario e potabile. Serve la repressione degli abusi, altrimenti l’ordinanza resta vuota” precisa Massimo Tonelli, responsabile servizio reti, insieme con Cristiana Bollettini. “Chiudere e riaprire i serbatoi porterà enormi problemi di natura commerciale e sanitaria. Siamo all’ultima spiaggia, non abbiamo più nulla da cui attingere”.

Le persone devono responsabilizzarsi, ci sono picchi ingestibili tra le 17.30 e le 18. “Speriamo che questo regime di emergenza sia sufficiente, ma dovranno tutti impegnarsi. Perché altrimenti saremo costretti a incrementare le chiusure e le ore. Quindi, non è che di giorno va usata l’acqua ancora di più nei comuni che non sono interessati ai blocchi. Nessuno può sentirsi al sicuro” conclude Celani.

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