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C'è VITA a Fermo: percorso di formazione che aiuta il reinserimento nel lavoro di 12 donne post tumore

3 Marzo 2026

FERMO - Inclusione non è solo verso immigrati p diversamente abili, inclusione è agevolare il reinserimento di chi ha superato un percorso oncologico. Dopo la ‘conquista’ legata all’impegno sociale di Lauar Marziali per il riconoscimento dell’oblio oncologico, ora una novità a livello di formazione: il progetto VITA.

L’università Politecnica delle Marche ha ideato un programma per sostenere il reinserimento sociale e professionale delle donne che hanno affrontato una malattia oncologica, attraverso un percorso integrato di accompagnamento, formazione e supporto personalizzato. E lo ha fatto insieme con l’Ast di Fermo, la Semper Odv-Ets, Cna Fermo e Cna Macerata.

"La nostra oncologia ha una visione olistica. Ecco perché si va dall'aspetto clinico e assistenziale-ambulatoriale all'Hospice. Al quadro complessivo mancava proprio questo capitolo, ossia quello di dare delle opportunità concrete a chi, in questo caso donne, supera la malattia. Siamo davvero felici che al nostro progetto "olistico" si sia aggiunto un tassello così importante. Sono convinto che questa seconda edizione del Progetto Vita avrà lo stesso successo della prima" sottolinea il primario di oncologia di Fermo, Renato Bisonni.

Nelle Marche ogni anno oltre 4.400 donne ricevono una diagnosi oncologica e nel 40% dei casi ciò avviene durante la vita lavorativa, rendendo critico il rientro al lavoro. Studi recenti evidenziano che oltre il 40% delle pazienti incontra difficoltà nel reinserimento, legate a problemi fisici, cognitivi e organizzativi, con frequenti cambiamenti o perdita dell’occupazione. Il progetto V.I.T.A. intende rispondere a questo fabbisogno offrendo strumenti concreti per favorire autonomia, empowerment e piena inclusione sociale e lavorativa.

da un lato la sanità, dall’altro il mondo del lavoro, in mezzo la formazione. Tre gambe per un unico percorso che ha avuto come madrine padrini la professoressa Maria Serena Chiucchi, delegata del rettore a Comunità universitaria e valori condivisi, la professoressa Rossana Berardi, direttrice scientifica del progetto VITA, il direttore dell’Ast di Fermo Roberto Grinta, i vertici di Cna Macerata e Fermo, Simone Giglietti ed Emiliano Tomassini, insieme con i segretari Lucia Pistelli e Andrea Caranfa, oltre a Marco Romeo di Semper ODV-ETS.

Il progetto si articola in due fasi, la prima prevede la diffusione del bando, la selezione delle beneficiarie, attività formative su patologie oncologiche e soft skills e azioni di orientamento e matching con le aziende attraverso incontri di gruppo e colloqui individuali. La seconda fase comprende l’attivazione delle borse lavoro e il coordinamento delle attività operative, con monitoraggio continuo, prosecuzione della formazione, counseling motivazionale post-inserimento, gestione amministrativa e supporto nella risoluzione delle criticità.

A livello imprenditoriale, gli artigiani offriranno inoltre consulenza per il reinserimento, formazione sulla ricerca attiva del lavoro e sul diritto del lavoro. Elemento innovativo del progetto è l’integrazione tra formazione preliminare e continua sulle soft skills e supporto psico-oncologico. Parallelamente, UNIVPM e SEMPER ODV-ETS svolgeranno attività di ricerca sul disagio psicologico e sugli esiti socio-sanitari e socio-occupazionali dell’intervento.

“Sappiamo come il lavoro sia centrale per l’identità, l’auto direzionalità, l’autostima ma anche come ricaduta nelle aree interpersonali. Infine, Semper collaborerà alla ricerca, saranno valutati gli effetti collaterali tardivi di natura psicosociale, le difficoltà incontrate in ambito psicologico e lavorativo e le strategie che sono risultate maggiormente efficaci” ha introdotto Marco Romeo.

Il progetto coinvolgerà 12 donne disoccupate residenti nella provincia di Fermo. per iscriversi è necessario compilare il modulo che di può trovare presso il reparto di oncologia. L’iniziativa è parte dell’Avviso Pubblico dedicato a progetti per il (re)inserimento delle donne con pregressa patologia oncologica, previsto dalla DGR 618/2025.

“Il nostro Ateneo è orgoglioso di essere promotore e prendere parte attiva nel progetto V.I.T.A. che – afferma Maria Serena Chiucchi - rappresenta pienamente la Terza Missione dell’ateneo: mettere competenze scientifiche, ricerca e formazione al servizio della comunità, promuovendo inclusione, autonomia e qualità della vita”.

 Con V.I.T.A. l’Università rafforza il proprio impegno nel generare valore pubblico, accompagnando le donne in un percorso di reinserimento sociale e professionale fondato su evidenze, responsabilità condivisa e attenzione alla persona.”

quella persona che è al centro del medico. “Da oncologa, prima ancora che da referente scientifica del progetto – aggiunge la prof Rossana Berardi - so bene che la conclusione delle terapie non coincide con la fine del percorso di cura. Il ritorno alla vita quotidiana, e in particolare al lavoro, rappresenta una delle fasi più delicate del percorso di cura. Non è un semplice rientro, ma una vera transizione esistenziale, che coinvolge identità, autonomia, relazioni e progettualità futura. Per questo il progetto che non si limita all’inserimento occupazionale, ma accompagna ogni donna in modo personalizzato, integrando formazione, orientamento e supporto psiconcologico”.

La malattia può lasciare segni fisici ed emotivi, ma non cancella competenze, talenti e capacità. “Il nostro compito è creare le condizioni perché possano essere riconosciuti e valorizzati” ribadisce. È soddisfatto Roberto Grinta: “Troviamo una totale sinergia tra gli attori che vi hanno aderito, tutti con un'unica mission: quella di mettersi al servizio e in supporto di una categoria fragile. Si promuove, infatti, il reinserimento professionale e sociale di donne che hanno dovuto affrontare una patologia oncologica. La sanità pubblica è anche e soprattutto questo: non solo puntuali percorso e sostegno clinico ma anche un'umanizzazione delle cure e dell'assistenza al paziente, a 360 gradi, per quanto di nostra competenza, che va oltre la diagnosi con l'Azienda che è e resta al fianco del paziente e dei suoi familiari”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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