
FERMO - Una cattedra Unesco sulla pedagogia della scrittura manuale nell’era digitale. La Fermo Learning City prova ad animare la discussione su questo tema, sempre più attuale e a diventare il luogo di riferimento a livello internazionale.
SCRITTURA MANUALE
“Una candidatura che supportiamo, crediamo che in questa fase di smartphone, pc, e tablet è determinante. Io stesso non so più scrivere, uso solo lo stampatello. Per cui sono già pronto a iscrivermi al corso. Se siamo qui è per Carlo Nofri, direttore Ossmed e dell’Università San Domenico” introduce il sindaco Mauro Torresi.
L’assessora Micol Lanzidei è presidente dell’associazione Fermo città dell’apprendimento: “Quando parliamo di scrittura manuale andiamo oltre la comunicazione, è gesto, memoria, identità. Un atto che mette in dialogo e relazione il pensiero e il corpo, l’intenzione e la forma, crea un legame tra schi scrive e chi riceve”.
L’obiettivo comune è valorizzare il gesto grafico “per restituire tempo e umanità al sapere”. Non è nostalgia, c’è una visione scientifica del futuro. Abbiamo costruito in questi anni, con scuole e università, biblioteche e associazioni, una città che apprende e si educa attraverso il confronto e la curiosità, attraverso la cultura”.
Non a caso a Fermo è nato il Festival della Calligrafia, che ha riscosso un grande successo che ha aperto a nuove relazioni, come quella con la città di Fabriano. “Noi siamo convinti che la scrittura manuale sia un gesto rivoluzionario, soprattutto per i giovani che possono rallentare, esprimersi, conoscere sé stessi e osservare al meglio il mondo” prosegue Lanzidei.
MARCHE PROTAGONISTE
Nel processo di crescita continuo, la scrittura manuale diventa un perno. Il professor Carlo Nofri è la parte tecnica del progetto. “Una cattedra Unesco è un centro di eccellenza universitaria. La nostra è una candidatura, come facemmo per la Learning City. Se il nostro progetto sarà meritorio, sarà portato a Parigi”.
Con padre Fermino Giacometti, nel 2016 da Urbino è partita la campagna per la scrittura manuale patrimonio dell’umanità, supportata poi ad Ancona dall’associazione grafologia italiana e dall’Ossmed che ha sede a Fermo. “A dicembre sono usciti i nuovi programmi della scuola elementare e dopo decenni si parla di rilanciare la scrittura manuale corsiva con una particolare attenzione alla calligrafia” ribadisce Nofri.
C’è quindi una base importante dietro la petizione per la scrittura manuale patrimonio dell’umanità, che in poche settimane ha superato le 1400 firme.” Sta nascendo un movimento d’opinione”. Ma non bastava ed è entrato in gioco il Parlamento che ha votato in commissione un progetto di legge per l’istituzione di una settimana dedicata alla scrittura manuale. Passata alla Camera, ora è al Senato.
LA CATTEDRA

“In Italia ci sono 43 cattedre Unesco, nessuna nelle Marche. Ed è su questo terreno che la regione può invece giocare da protagonista. Insieme – riprende Nofri con determinazione - possiamo salvare una capacità che la scrittura digitale non può sostituire. Lo dicono le neuroscienze, i circuiti celebrali attivati dalla scrittura manuale son gli stessi attivati dalla lettura. Per cui, imparare male a scrivere significa anche imparare male a leggere. Sono abilità combinate”.
Tra i più giovani crescono i Dsa, da 0,6 al 6% in due decenni, in particolare la disgrafia e la dislessia, ragionare sulla correlazione con la perdita della scrittura manuale vanno affrontati. “La cattedra vuole essere lo snodo di una rete di relazioni locali (Unipop e biblioteca Spezioli), regionali, nazionali e internazionali. Per questo stiamo lavorando sul comitato scientifico della cattedra, ci saranno docenti di livello internazionale e collaborazioni con università straniere”.
L’OBIETTIVO
Il progetto ha degli obiettivi. “La prevenzione di forme di disabilità cognitiva è quello primario, ma ci sono anche quelli che riguardano chi è lontano dalla scuola, la valorizzazione della filiera produttiva”. Alcuni dati supportano la parte economica: il fatturato del settore carta e grafica, in Italia, vale 27 miliardi di euro e garantisce 160mila posti di lavoro, l’1,2% del Pil. “Proteggere e tutelare la scrittura manuale, significa difendere anche la carta, strumento basico. E per questo abbiamo iniziato a collaborare con Fabriano” prosegue Nofri.
Che le Marche debbano giocare da protagoniste lo dicono anche altri due dettagli: a Montegiorgio, Ettore Marcantoni fondò, da maestro elementare, la prima associazione calligrafica italiana. A Recanati oggi c’è la bottega amanuense da cui escono i diplomi di laurea dell’Università italiana. A Fermo c’è l’Osservatorio nazionale con il festival della Calligrafia che ha toccato 14 comuni della provincia.
“Non può quindi anche nascere nelle Marche la cattedra Unesco dedicata alla calligrafia” dichiarano compatti Nofri, Lanzidei e Torresi. Se mai arriverà, Nofri sarà il titolare della cattedra. Ci saranno poi una coordinatrice e un comitato scientifico. La cattedra prevede anche posti di ricercatore: ne sono previsti due per il progetto. “Insieme lavoriamo per creare la sinergia tra digitale e scrittura manuale”.
LE RISORSE
La cattedra Unesco avrà come base la Scuola superiore e per mediatori linguistici San Domenico di Fermo. università che sarà anche la prima finanziatrice del percorso Unesco, ma l’obiettivo è intercettare fondi regionali e ministeriali, oltre che di Fondazioni bancarie: “L’Unesco chiede sostenibilità economica, visto che la cattedra è quadriennale. La candidatura verrà presentata entro marzo alla commissione nazionale dell’Unesco. Ogni Paese ha la possibilità di avanzare poi due proposte a Parigi e giocarci la candidatura con centinai adi altre candidature nel mondo” conclude Nofri.
Raffaele Vitali
