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Castelli e Baldelli: "Società Autostrade vuole la terza corsia". I sindaci fermani dicono sì. Loira: "Non saremo il tappo, ma serve riequilibrio"

4 Marzo 2021

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – “Società autostrade pronta e disponibile a lavorare sulla terza corsia dell’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto. Ma è fondamentale che i comuni, una volta chiamati in causa, non blocchino di nuovo tutto” sottolinea in apertura di incontro l’assessore regionale Guido Castelli.

Ad ascoltare l’ex sindaco di Ascoli e il collega di Giunta Baldelli c’erano numerosi sindaci fermani, oltre a un assessore di San Benedetto del Tronto che con forza ha ribadito che non ci si può fermare a Pedaso. “Vedute comuni, si parte dall’ampliare, visto che uno spostamento del tratto per costi e progettualità sarebbe complesso” hanno ribadito gli assessori.

Da Porto Sant’Elpidio e Monte Urano è emersa la necessità di rafforzare i collegamenti est-ovest, ovvero la Mare – Monti e la necessità di un miglioramento della viabilità provinciale all’interno dei distretti, altrimenti la ripresa economica diventa davvero complicata. È su questo punto che hanno battuto la sindaca Canigola e l’assessore Clementi per Sant’Elpidio a Mare. La Regione, prima di tornare sull’A14, su questo ha ribadito che è prioritario collegare al meglio il sistema sanitario. Da qui il ragionamento attorno al nuovo ospedale di Fermo. “Se questo è il discorso, chiaro che si investa sulla Valtenna e la Mezzina che diventerebbe la strada di connessione tra le valli” riprendono alcuni sindaci.

“Non saremo il tappo, ma ragioniamo per impattare il meno possibile sulla città” ha rimarcato il sindaco sangiorgese Nicola Loira. Porto San Giorgio è la città che maggiormente subirà l’impatto dei lavori, questo è riconosciuto in modo unanime. “Mi piace la modalità di lavoro della Regione, la voglia di concertare e sedersi insieme. Fermo non ha nessun dubbio. Io, che sono memoria storica insieme con il collega Alvaro Cesaroni di Comunanza, continuo a porre le stesse questioni, ma in maniera propositiva, non saremo un ostacolo. Pretendiamo, però, una progettualità concreta da Pedaso a San Benedetto. I problemi che si riscontrano in quel tratto di A14 poi bloccano tutto” prosegue.

Guadare oltre l’Aso farebbe diventare l’investimento più rilevante. “E poi c’è il nodo Statale, che va usata in maniera differente. Si parla sempre della Faleriense, ma non è quella che risolve i nodi del Fermano. Tutto il sistema viario che si immagina in questo periodo sembra fatto per tagliare fuori la nostra città. Ma visto che siamo l’unica che è attraversata dall’A14 in mezzo alle case, vogliamo sedere al tavolo dove la compensazione di questo disagio verrà valutata concretamente”.

Approccio tecnico è stato quello del sindaco Berdini che da ingegnere ha chiesto di vedere le carte, valutazioni economiche e metodologiche. Non un no, ma anche la lungimiranza di non andare ad acuire la distanza tra le due Pedaso, ma anzi far sì che questo sviluppo ricompatti la città, che è in grande crescita turistica, l’area ex Maroni diventerà un polo ricettivo, ed economica.

Da qui, la rassicurazione dei due assessori regionali, l’impegno a rivedersi nel giro di qualche mese quando Società Autostrade gli avrà mandato un piano di massima: “Per far capire la volontà, hanno anche già assicurato di finanziare la progettazione” concludono Baldelli e Castelli che non devono dimenticare un punto chiave: l’A14 corre lungo la costa, ma se si perde l’occasione per riequilibrare territorialmente il Fermano, guardando verso monte, il danno potrebbe essere maggiore del beneficio.

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