
FERMO . Le mail pubblicate da Fanpage mostrano che le problematiche legate ala raccolta sangue non sono esplose all’improvviso e che, soprattutto, i vertici della regione ne errano stai messi a conoscenza già a fine febbraio. Prima quindi delel giornate incriminate con le sacche di plasma diventate rifiuti, 1.600 secondo Fanpage, 300 per la Regione Marche.
“Siamo di fronte a un'enormità di bugie, omissioni, silenzi e scelte sbagliate consapevolmente che rompono il patto di fiducia con donatori e cittadini” attaccano i consiglieri del Pd, Antonio Mastrovincenzo e Leonardo Catena.
La mail è del direttore del Dipartimento salute della Regione Marche, Antonio Draisci, ed è diretta ai vertici dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Aoum) nella quale si chiedeva di procedere con le trasfusioni nonostante l'allarme sulla possibilità di lavorarlo e congelarlo nelle 24 ore successive lanciato dall'allora direttore del Dipartimento regionale di medicina trasfusionale delle Marche e direttore dell'officina trasfusionale dell'Ospedale Torrette di Ancona.
“La comunicazione di Draisci era indirizzata a tutta la catena di comando della sanità marchigiana e, per conoscenza, anche all'assessore Calcinaro, che quindi ha avallato questa scelta ignorando i ripetuti appelli lanciati nei giorni precedenti dal direttore della struttura. La ragione - proseguono i due dem - La ragione era evitare ricadute mediatiche negative”.
Da qui l’ulteriore accusa: “Non è accettabile che il presidente Acquaroli e l'assessore Calcinaro continuino a dire di essere venuti a conoscenza dei fatti attraverso la stampa. - concludono - Erano a conoscenza da tempo delle difficoltà del centro trasfusionale, non hanno fatto nulla e oggi dichiarano di voler sapere cosa è accaduto. Chi governa non può cercare responsabili sempre al di fuori e in qualcun altro”.
Che l’Officina trasfusionale del Centro Regione Sangue di Ancona fosse sotto organico i sindacati lo dicono da tempo. e lo ripetono: “Può contare su 8 unità lavorative rispetto alle 14 previste. Una carenza più volte segnalata" tuona la Cisl Fp Marche.
“Sia chiaro – precisa il sindacato – non si attribuisca la mancata processazione di circa 300 sacche di plasma e al conseguente mancato utilizzo, attualmente oggetto anche di una commissione d'inchiesta regionale, non sono in alcun modo attribuibili al personale sanitario in servizio”.
Personale in difficoltà da tempo, come dimostrano altre comunicazioni, questa volta partite dall’’Officina trasfusionale in merito alle difficoltà di gestire il plasma, avendo i congelatori saturi. Officina da cui si è dimesso, pochi giorni fa, il responsabile. Su tutto indagano i Nas, con la procura che ha aperto un fascicolo contro ignoti.
