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Caos decreto sisma. Ceriscioli: "E' vuoto". Morani: "Ecco 14 punti utili"

27 Novembre 2019

FERMO – Il punto non è che l’aula di lunedì mattina è vuota quando viene calendarizzata la discussione sul decreto sisma. Ma quello che c’è dentro che, ancora una volta, divide le parti. Questa volta in maniera incredibile, basti dire che il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli lo attacca duramente, “Non c’è una riga di miglioramento”, mentre l’onorevole e sottosegretario Alessia Morani lo difende e rilancia, “che amarezza queste parole”.

Ogni parte ha le sue ragioni, in mezzo gli ordini provinciali degli ingegneri, molto più vicini a Ceriscioli che alla Morani: “Totale assenza di meccanismi migliorativi in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione e semplificazione ai lavori di ricostruzione". E questo nonostante per una volta siano stati ascoltati dal Governo: “Ci sono sempre meno professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma, vista l'enorme burocratizzazione del sistema acuita dall'attuale decreto sisma".

Sulla burocrazia punta anche Luca Ceriscioli: “Sulla ricostruzione pubblica non c’è una riga di miglioramento ed i contratti per il personale del sisma non sono stati rinnovati”. Il testo di legge uscito dalla commissione Ambiente di Montecitorio, a detta del governatore, non imprime alcuna accelerazione alla ricostruzione e non va nella direzione di semplificare la normativa. "I fondi previsti sono tanti, i fondi spesi molti di meno. Perché, per spendere per un'opera pubblica, servono 16 passaggi, per un'opera pubblica legata al sisma 22: si aggiungono sei passaggi che un'opera ordinaria non ha. Il decreto per noi resta, finche' non hanno finito di votarlo, una grande occasione, perché è l'unico strumento che ci permette di sbloccare la ricostruzione. Se non troviamo il coraggio di semplificare le norme, con di fronte a noi 40.000 sfollati, quando lo troveremo? Ho visto che finalmente hanno chiamato a confronto i tecnici della ricostruzione, ma sono stati inascoltati”. Il presidente lancia poi la palla ai parlamentari marchigiani: “Devono cogliere il fatto che questo strumento deve diventare qualcosa di diverso da quello che sta per essere approvato. Se non succederà, sarà un disastro, per i marchigiani, gli umbri, i laziali, gli abruzzesi. Con queste norme il lavoro non si crea, la ricostruzione non va avanti, tutto quello che temiamo rischia di diventare una tristissima realtà. È un decreto vuoto”.

Ascoltate le dichiarazioni, l’onorevole Alessia Morani ha risposto a voce alta: “Ho letto con amarezza il post del presidente della mia regione Luca Ceriscioli. ma non ho voglia di fare polemica, preferisco spiegare l'utilità e la bontà di questo provvedimento. Che si può migliorare, ma che giudicare in questo modo è incomprensibile”.

L'onorevole Alessia Morani

Per la Morani sono 14 i punti utili: “La busta paga pesante dei terremotati del centro Italia viene abbattuta del 60%. Il restante 40% potrà essere rateizzato in 10 anni. Per chi ha scelto, invece, di non percepire la busta paga pesante sarà emanata una circolare dell'Inps che conterrà le modalità per avere il rimborso del 60% di quanto versato; eliminata l'Imu sugli immobili inagibili; estensione della misura »resto al sud« alle zone del sisma che prevede contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per attività imprenditoriali under 46 (il limite d'età non vale per i comuni maggiormente colpiti dal sisma); contributi a fondo perduto e mutui a tasso zero in favore delle imprese agricole nei comuni del cratere; accelerazione delle pratiche per la ricostruzione privata attraverso autocertificazione dei professionisti e istituzione di programmi regionali straordinari di ricostruzione per i territori maggiormente colpiti dal sisma; anticipazioni del 50% dei compensi dei professionisti e costituzione di un fondo di rotazione; proroga dei mutui degli enti locali fino al 2021; destinati 27 milioni di euro per interventi straordinari fino ad un massimo di 200 mila euro nei comuni terremotati fino a 30 mila abitanti; destinati 50 milioni di euro per lo sviluppo economico e imprenditoriale del territori colpiti dal sisma per contratti di sviluppo per attività e programmi di promozione turistica e culturale, ricerca, innovazione tecnologica e alta formazione, interventi per il sostegno delle attività imprenditoriali e accesso al credito anche per piccole e micro imprese, connettività anche attraverso la banda larga; estensione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per ulteriori 3 anni comprese le imprese dell'agroalimentare per importi garantiti fino a 2,5 milioni; estese per il biennio 2020-2021 e 2021-2022 le misure speciali per lo svolgimento dell'anno scolastico, tra cui il dimensionamento; stanziati 2 milioni di euro per personale tecnico amministrativo e possibilità di utilizzo anche di personale delle aziende in house; possibilità per i comuni sotto i 3.000 abitanti di incaricare segretari comunali di fascia superiore; tavolo presso il Ministero della Funzione Pubblica volto a preservare le professionalità che da anni lavorano per le emergenze sismiche ( L'Aquila, Emilia, Centro Italia) con la prospettiva di una graduale stabilizzazione”.

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