
FERMO - “Promuovere il rispetto della persona, riconoscere i segnali di pericolo e denunciare senza esitazione sono passi fondamentali per spezzare il ciclo della violenza”. Questi sono alcuni degli obiettivi che perseguono ogni giorno i carabinieri. In particolare nei casi di violenza contro le donne.
Il comando provinciale di Fermo è impegnato su più fronti anche perché negli ultimi anni, il fenomeno degli atti persecutori, lo stalking, ha assunto un’importanza crescente nel panorama della sicurezza pubblica.
“E’ – spiega l’Arma – un reato subdolo che mina la serenità dei cittadini, colpendo in particolare le vittime che vivono nella costante paura e angoscia a causa delle condotte persecutorie dei loro aggressori”.
Per questo le azioni di prevenzione repressione sono aumentate. “Ci muoviamo seguendo precise strategie operative e investendo nella formazione del personale per riconoscere e affrontare tempestivamente le situazioni”. Che sono diventate più severe per chi “con comportamenti reiterati, crea ansia o paura nella vittima, compromettendo la sua serenità e qualità della vita”.
Per aiutare le persone a capire la situazione in cui vivono, i carabinieri hanno ideato il violenzametro, un test di autovalutazione elaborato dal Reparto Analisi Criminologiche, per rilevare i segnali del livello di violenza subita. Un testo che contiene anche consigli utili per chiedere supporto e aiuto in base al livello di violenza riscontrata (scarica il violenzametro) È anche grazie a questi strumenti che nei giorni scorsi sono state denunciate quattro persone nel fermano e una quinta, a Sant’Elpidio a Mare, è stata arrestata per maltrattamenti familiari.
“Gli episodi descritti confermano quanto la violenza domestica e gli atti persecutori rappresentino una minaccia concreta e quotidiana per molte persone: la tempestività degli interventi e l’attivazione del Codice Rosso dimostrano l’importanza di un sistema di tutela rapido, efficace e centrato sulla protezione delle vittime” conclude il comandante provinciale.
