
CAMPOFILONE - È durata poco più di un anno l’amministrazione guidata da Giovanni Feliziani. Il sindaco di Campofilone è caduto dopo che nove consiglieri comunali si sono presentati davanti al notaio, a Grottammare, per firmare le proprie dimissioni. Sei consiglieri di maggioranza su sette, non ha firmato Valerjo Gojka, e tre di minoranza.
Ci avevano provato in realtà in maniera palese in consiglio comunale questa mattina, ma non è stato possibile. E così, tutti dal notaio. Dopo San Benedetto del Tronto, un altro comune sarà gestito per più di sei mesi da un commissario straordinario prefettizio. Che sarà prontamente nominato dal prefetto Edoardo D’Alascio.
“Di motivi dietro questa scelta ce ne sono tanti. In questi ultimi mesi di scontri che definisco costruttivi – spiega il vicesindaco Mirko Poggi a nome dei colleghi – abbiamo chiesto condivisione, di andare tutti per la stessa strada. Invece, ha centralizzato ogni decisione e non ha mai aperto alla discussione, non riconosceva il problema. Abbiamo approvato il bilancio, per senso di responsabilità e poi siamo andati a firmare”.
Ora, tecnicamente, serve un passaggio in comune lunedì dove verranno protocollate le firme e sarà ufficiale la fine dell’amministrazione, venendo meno il consiglio comunale. “Purtroppo il sindaco ha dimenticato che rappresentava tutta la comunità e non solo se stesso” ribadiscono compatti i consiglieri di maggioranza.
Per Feliziani, che era solito iniziare le su giornate facendo colazione con il collega di Pedaso, da mesi il clima in maggioranza si era fatto rovente. Scelte non condivise, a detta dei suoi consiglieri, e per molti anche sbagliate. A maggio 2024 aveva vinto senza faticare contro Stefano Saporiti, scelto all’ultimo o istante dopo che Gabriele Cannella, il primo cittadino uscente, aveva deciso di non ricandidarsi.
E ora? Potrebbe provaci l’attuale vice Poggi, ma lo stesso Cannella, insieme con il predecessore Ercole D’Ercolei potrebbe tornare in auge, ma mai come in questa occasione, visto che a firmare sono stati compatti i consiglieri maggioranza e minoranza, potrebbe essere necessario un sindaco ‘federatore’, capace di unire le due anime di un piccolo paese che ha un potenziale molto maggiore a quello fino a ora espresso.
r.vit.
