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Calzaturiero in crisi, decalogo Cna per ripartire. Castelli: "In attesa dei fondi europei, dieci milioni per le imprese"

12 Maggio 2021

di Raffaele Vitali

FERMO – Un lungo confronto tra i vertici di Cna Federmoda e la Regione Marche. L’assessore regionale al Bilancio, Guido Castelli, affiancato dalla dirigente Roberta Maestri, ha presentato parte del piano che mira a far ripartire un settore cardine per la regione e il distretto fermano maceratese in particolare.

La moda ha le idee chiare su quello che serve e la sua presidente regionale, Doriana Marini, le ha elencate in maniera molto semplice: “Valorizziamo il buono che abbiamo ed è tanto”. Il presupposto è che la moda è fondamentale per il paese e per le Marche. “Made in Italy è l’elemento di forza, ma il crollo della domanda del mercato ha messo a rischio tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione passando per il sistema fieristico. Abbiamo un decalogo di misure urgenti”.

Una dietro l’altra, ecco le richieste: accesso al credito; proroga moratoria sui mutui; fondo di garanzia “perché ne usciamo solo se ci indebitiamo ancora”; proroga casa integrazione straordinaria, azioni mirate per la filiera, “per far crescere e aggregare le aziende”; transizione digitale; promozione sui media; incentivi per assunzioni, “almeno il 50% del costo aziendale per i primi tre anni”; campagne di comunicazione per rendere attrattivo il settore moda del territorio alle giovani generazioni, “dobbiamo far conoscere i distretti, i giovani trovano tutto online e non sanno come si crea qualcosa”; ripresa del  tavolo della moda fermo da prima del Covid; infrastrutture.

Tanti punti, ognuno di per sé prioritario, che la Cna Fermo affronta ogni giorno con la regione: “Molti bandi – ribadisce il direttore Alessandro Migliore – sono in linea con le richieste delle associazioni”. Annuisce Guido Castelli che ha trovato anche nella Camera di Commercio il compagno di viaggio ideale in questa fase complessa.

Due le questioni: la prima è quella di alleggerire le situazioni, “trovare il nostro cortisone”, la seconda è preparare il terreno per qualcosa di più significativo, “che non significa ritornare dove eravamo prima, rimettendo le lancette anche della moda al gennaio 2020, ma di far tesoro di quello che il Covid ha portato nel settore”.

Il settore ha perso mediamente tra il 25 e il 40%. “Il settore moda, anche stando ai dati della Banca d’Italia, è stato quello che ha pesato di più sulla regione. con una media pro capite di perdita di 1600 euro in Italia, nelle Marche siamo a 1950, proprio per la forte ingerenza della moda, insieme con il turismo. La moda uscirà dalla crisi sanitaria con il problema dei consumi, che cambiano. Prima del Covid la digitalizzazione era un percorso, oggi è decisiva e obbligatoria. Ogni processo aziendale va organizzato per entrare nella digitalizzazione. E poi c’è il tema dell’economia circolare e del sostenibile, due fattori chiave del bello e ben fatto che ci caratterizza”.

Per non sbagliare mosse, Castelli prevede una serie di tavoli su come usare al meglio il miliardo e 300milioni dei fondi Fesr e Fse. “Dobbiamo ricordare, e lo dico anche alla Maestri, sempre che non ci si può rivolgere solo alla grande manifattura industriale. Le Marche per l’80% hanno imprese piccole e medie. Dobbiamo dimensionare gli interventi, pensando a quella tipologia. Dobbiamo curare le ferite di chi ha sofferto di più. Ci sono molte risorse anche per la rigenerazione economica del cratere., made in Italy, bello e ben fatto, ma anche sostenibile. E non ci manca nulla per farlo.

Da giugno si apre la stagione programmatoria, con l’approvazione dell’accordo di partenariato 2021-2027 europeo. “In più abbiamo lo strumento dell’area di crisi complessa, un mezzo che ci consente di dialogare ancora di più con gli imprenditori. Gli ultimi bandi e avvisi che abbiamo lanciato hanno dato risultati straordinari, siamo in overbooking e stiamo rivalutando di finanziarlo ancora. Abbiamo avuto una fame incredibile tipica di chi è partito da un garage e ha costruito il futuro. Il tessuto industriale è integro, lo dicono i dati. Siamo disponibili a canalizzare la programmazione preferendo un focus specifico sull’area di crisi complessa”.

L’ultimo passaggio Castelli lo riserva a una novità: “Creiamo un Pnrr alla marchigiana: abbiamo approvato il rendiconto e sappiamo di poter investire alcune somme. Vorremmo mettere qualche decina di milioni per il rilancio, prima della programmazione comunitaria e del recovery plan. Vorremmo attivare una azione ponte tra la fine della pandemia, che speriamo arrivi, e la fase espansiva. In questo modo, dopo il cortisone diamo un po’ di magnesio e gerovital”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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