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Calzature, qualcosa non va: l'Italia riparte, Fermo arranca. Fenni chiama imprenditori, banche e politica: subito azioni condivise

22 Luglio 2021

FERMO – Un pomeriggio per ascoltare, riflettere, agire. A organizzarlo è Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria Centro Adriatico: “Siamo tutti consapevoli che la crisi è in questo momento endemica, ma siamo anche di fronte a una potenziale crescita senza eguali. Numeri tra l’altro certificati dalla Commissione Europea che prevede un balzo del Pil superiore al 4%. In questo quadro, il settore della moda gioca un ruolo fondamentale”.

Secondo i dati di Confindustria Moda, solo le calzature sportive e le sneakers evidenziano un recupero nei consumi (+7,8% in volume), seppur decisamente parziale. Sul fronte dell'export, nei dati nazionali emerge l'incremento dei flussi verso Svizzera (+13% in quantità) e Francia (+8% in quantità), entrambe legate al terzismo effettuato per le griffe internazionali del lusso, e fuori dall'Europa la crescita della Cina (+44,4% in volume e +74,8% in valore sui primi 3 mesi 2020), che ha interessato in particolare l'alto di gamma (il prezzo medio verso questo mercato è cresciuto del 21%) premiando quindi soprattutto i grandi marchi del fashion. A favorire queste performance, l'espansione economica del Paese, il revenge spending dei consumatori dopo le restrizioni subite durante l'emergenza sanitaria, e l'ingresso diretto di merci che in precedenza transitavano da Hong Kong.

Al tavolo, oggi pomeriggio alle 16 nella sala conferenze dell’hotel Royal, si parla del ‘Distretto in Movimento’. “Due momenti di dialogo, due tavole rotonde snelle e di alto livello. La prima, ‘Dal Micam a Dubai, il mondo è vicino’, è dedicata all’internazionalizzazione, fattore chiave per le imprese del distretto fermano-maceratese. La seconda, dal titolo ‘Un credito per il futuro’, invece si occuperà delle risorse, che dobbiamo cominciare a vivere come elemento di crescita e non solo di sopravvivenza” riprende Fenni.

Ogni tassello deve trovare il giusto posto,, altrimenti riprendersi sarà difficle. Anche perché altre reigoni hanno ripreso quantomeno a camminare: a livello territoriale emerge un andamento disomogeneo. Tra le principali regioni esportatrici, recupero considerevole in valore per la Toscana (+28,7% su gennaio-marzo 2020) e trend comunque positivi per Veneto (+6,2%), Piemonte (+11,5%), Puglia (+2,5%) e Campania (+2,2%). Le Marche (-11,7% globalmente, con Fermo e Ascoli di nuovo in calo, -16,5% e -22,7% rispettivamente, e un timido +4,5% per Macerata) e l'Emilia Romagna (-32,1%, con il crollo dei flussi di Piacenza legati alla logistica, -80%, e Forlì-Cesena invariata, +0,5%) presentano invece arretramenti. Tra le province, molto bene Firenze con le griffe che la fanno crescere in doppia cifra.

Protagonisti, dopo i saluti istituzionali, saranno il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il presidente di Assocalzaturifici Siro Badon, il direttore del Confidi Unico Paolo Mariani, il presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini e l’assessore regionale al Bilancio Guido Castelli. Con loro dialogherà Valerino Fenni prima di lasciare le conclusioni all’assessore allo Sviluppo Economico Mirco Carloni.

Il quadro economico del settore non è roseo. "La ripresa - spiega Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici - è ancora distante. Se sul fronte estero il rimbalzo di marzo è bastato per riportare i risultati del trimestre almeno sui valori della prima frazione 2020, non così sul mercato interno, dove la chiusura dei negozi nei centri commerciali nel weekend, misura rimossa solo lo scorso maggio, ha indotto un ulteriore calo negli acquisti delle famiglie rispetto ai primi 3 mesi di un anno addietro. I tempi di recupero non saranno brevi, con pesanti conseguenze sulla selezione tra le imprese e la tenuta occupazionale”.

@raffaelevitali

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