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Calcinaro e Ceriscioli restano al loro posto. Rinviate le elezioni: si voterà tra ottobre e novembre

1 Aprile 2020

Manca solo l'ok definitivo, ma oggi il premier Conte lo ha anticipato alle opposizioni.

FERMO – Con il cader delle foglie, mentre l’aria fresca si riprenderà le città, i cittadini si metteranno in fila non ai supermercati, almeno si spera, ma ai seggi elettorali. “Si sta valutando il rinvio delle elezioni regionali e amministrative”. Lo ha anticipato il premier Giuseppe Conte ai leader dell’opposizione ricevuti a Palazzo Chigi.

Manca ancora l'ufficialità, ma il governo sta valutando le possibili date e in quale provvedimento inserire la decisione dello slittamento delle urne dalla tarda primavera a dopo l'estate, spiegano fonti governative. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani questa volta hanno condiviso la scelta del premier, vista l'emergenza coronavirus e l’impossibilità di stabilire quando il Paese potrà tornare alla normalità.

Il rinvio ufficiale potrebbe arrivare già nel prossimo decreto di aprile, o in un provvedimento ad hoc, ma nell'esecutivo i vari ministeri coinvolti (tra cui, in primis, Viminale e Affari regionali) stanno valutando anche altre possibili soluzioni. La scelta di preannunciare la decisione alle forze di opposizione, viene spiegato, è stata dettata dalla volontà non solo di collaborazione, ma soprattutto di evitare nuove polemiche, dopo che il centrodestra protestò nelle scorse settimane per non essere stato consultato sullo slittamento del referendum e del possibile rinvio delle elezioni locali.

L’idea election day è la più indicata, abbinando così elezioni amministrative e referendum per il taglio dei parlamentari. Un election day che risponderebbe all'esigenza di risparmiare risorse, tanto più alla luce della situazione economica in cui versa e verserà il Paese a seguito del lockdown che, conferma in Senato il ministro della Salute Roberto Speranza, proseguirà almeno fino a Pasquetta.

L’ipotesi è una domenica tra la fine di settembre e novembre. Secondo alcune fonti di maggioranza, l’opzione primaria è la fine di ottobre. In autunno, quindi, sarebbero sei le regioni chiamate al voto: Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Si voterà, poi, in oltre mille comuni, tra cui diversi capoluoghi di provincia, come Trento, Arezzo, Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Chieti, Mantova. E Fermo, dove le opposizioni all’attuale sindaco Paolo Calcinaro, che va in cerca della conferma, avranno tutto il tempo per organizzare candidature credibili.

Per le Marche questo slittamento potrebbe davvero rivoluzionare tutto, con il governatore uscente Luca Ceriscioli che aveva espresso la volontà di non ricandidarsi, lasciando nel Pd campo libero a Maurizio Mangialardi, attuale sindaco di Senigallia. Il tempo cambierà idea? Lo si capirà una volta superata l’emergenza. Restano in campo, per l’area di centro e sinistra, il professor Roberto Mancini e il professor Sauro Longhi, nel centrodestra, l‘onorevole Francesco Acquaroli.

r.vit.

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