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Caccia ai 5 Stelle, Orlando detta la linea alle Marche: "Coalizione più ampia, poi casomai primarie"

9 Febbraio 2020

FERMO – Strategia chiara, tempi incerti. Il Pd, dopo l’assemblea regionale guidata da Andrea Orlando, l’ex ministro mandato da Nicola Zingaretti, ha deciso: “Aprire un confronto subito con le altre forze politiche, in primo luogo un passaggio ulteriore sul Movimento 5 stelle; e, una volta sciolto questo nodo, con le forze politiche di centrosinistra per capire quali può essere la strada comune sulla base della quale scegliere il presidente” spiega il vicesegretario nazionale.

Insomma, tutta da giocare la partita interna al Pd su Luca Ceriscioli e fuori, partendo dall’ex rettore Sauro Longhi. Sei ore di discussione, come ai vecchi tempi, per cercare di compattarsi e togliere qualche sassolino dall’ingranaggio. L’obiettivo è allargare la coalizione. A Roma non disperano e pensano che il Movimento 5 Stelle sia ancora recuperabile.

Sul tavolo Orlando si è trovato un documento firmato da quattro federazioni su cinque, solo Ancona non ha aderito, che chiede le primarie. Ma vista la scelta di lavorare sulla diplomazia, il voto è stato rinviato. “E’ stata una discussione onesta, sincera e costruttiva che ha definito i passaggi delle prossime ore sulla base della relazione che il segretario ha indicato” ha ribadito Orlando.

Sulle primarie l’ex ministro aggiunge: “Per fare la coalizione noi ipotizziamo anche la possibilità di fare le primarie. Il problema - ha osservato - è se le primarie si combinano con la coalizione: se non c'è consenso delle altre forze politiche dovremmo seguire altre strade. Prima di seguire altre strade, però, verifichiamo se questa ipotesi può realizzarsi”.

Da Roma sono due le indicazioni, ha spiegato: “Guardare più avanti, la sfida non si vince solo con la scelta del candidato, si vince anche indicando la prospettiva politica e in secondo luogo la spinta che cerchiamo di dare è nella direzione di un allargamento quanto più ampio possibile della coalizione”. Spera davvero di recuperare i 5 Stelle: “Non molliamo fino all'ultimo momento, crediamo nell'opportunità di questa alleanza e che se non si realizza bisogna che i marchigiani sappiano esattamente di chi è la responsabilità. Quanto alla contrarietà di Italia viva alle primarie, quando si fa una proposta, si lavora anche per far cambiare idea agli altri, se non la cambiano verificheremo...”.

Tra i numerosi interventi durante la direzione, anche quello del presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo secondo cui le primarie dovrebbero costituire solo un'extrema ratio, e si dovrebbe invece puntare prima a costruire un'alleanza più larga possibile, guardando in particolare al M5s e alle «Sardine», e a individuare un candidato civico che possa far convergere le varie forze. L'identikit tracciato è quello dell'ex rettore della politecnica Sauro Longhi. Al contempo, il documento per le primarie presentato da Mangialardi ricorda il riconoscimento, già attribuito dalla precedente direzione, del buon governo e dei risultati raggiunti dalla giunta Ceriscioli e la presa d'atto che quella del governatore è l'unica proposta di candidatura. Ceriscioli, si legge, ha dato disponibilità "fare un passo indietro" se utile ad un'alleanza con il M5s ma "ad oggi il M5s non sembra disponibile a collaborare con nessun partito per le prossime elezioni regionali".

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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