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Botteghe e bar chiusi per Covid, dimenticati dal Governo non da P.S.Elpidio: "Subito 500 euro"

15 Novembre 2020

PORTO SANT’ELPIDIO L’aveva promesso, il Comune di Porto Sant’Elpidio,
ed è stato di parola. Se gli effetti della pandemia fossero tornati a
vessare i commercianti, l’amministrazione avrebbe fatto la sua parte.
In sede di assestamento di bilancio, ha varato un tesoretto destinato
alle attività che più risentono delle conseguenze del Covid. La prima
va a sostenere «situazioni di oggettiva difficoltà, per la quale il
governo non ha, ad oggi, previsto alcuna forma di sostegno e,
probabilmente, non ne prevederà in futuro». Artigiani, commercianti e
pubblici esercizi, costretti a chiudere perché il titolare o un suo
famigliare convivente è stato contagiato. «Preso atto – spiega il
sindaco Nazareno Franchellucci – che nel tessuto economico cittadino è
molto diffusa la presenza di attività all’interno delle quali prestano
la propria attività lavorativa più componenti dello stesso nucleo
familiare, l’amministrazione comunale intende aprire un primo bando
per l’assegnazione di un contributo straordinario». Cinquecento euro
se la persona in quarantena obbligatoria è l’unica componente del
nucleo familiare a prestare a lavorare nell’impresa costretta a
chiudere, mille se ci lavorano due o più componenti del nucleo
familiare. «Abbiamo certezza – prosegue Franchellucci – che ci sono
varie situazioni, in città, dove tutta la famiglia impiegata
all’interno della stessa attività ha avuto situazioni di malattia. Ci
è sembrato giusto introdurre questa misura rapidamente, per garantire
un aiuto da parte dell’amministrazione, non avendo incassato nulla e
non avendo ricevuto dallo Stato alcun sussidio, non essendo una di
quelle categorie per le quali era prevista la chiusura».

Per ricevere il contributo, bisogna essere iscritti al registro delle
imprese, appartenere a un settore di attività riconducibile ad
artigianato, commercio o pubblico esercizio, avere la sede operativa
dell’impresa nel Comune di Porto Sant’Elpidio, aver dovuto chiudere
l’attività per almeno dieci giorni a seguito di un provvedimento di
quarantena obbligatoria comunicato da parte dell’Asur competente ed
essere in regola con il versamento dei tributi locali dovuti nel
Comune di Porto Sant’Elpidio. Il beneficio viene concesso anche alle
attività con sede d’impresa fuori del territorio comunale, purché il
titolare e il suo nucleo familiare siano residenti a Porto
Sant’Elpidio. «La tutela della salute dei cittadini – spiega
l’assessore al Bilancio Emanuela Ferracuti –, oggi, è la priorità. Le
scelte coraggiose, oggi, fanno la differenza per salvare la città da
una crisi sanitaria e socio-economica senza precedenti. Quello che noi
dobbiamo fare in questa fase è informare i cittadini in maniera
precisa e puntuale e rimetterci in moto per offrire sostegni e aiuti,
anche locali, alle categorie colpite. A prescindere da quello che
speriamo farà il Governo, noi ci saremo e stiamo già studiando misure
e provvedimenti».

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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