
PESARO – La filosofia di Leka è originale: non chiamo time out fino a quando non è proprio necessario, perché chi è in campo deve trovare la soluzione. Lo dice, perché sa di potersi fidare dei suoi uomini, capitanati da Lorenzo Bucarelli.
Anche se, questo, ogni tanto diventa un autogol perché la reazione è tardiva. È successo anche contro Bergamo, in una partita controllata e ben giocata, almeno per tre quarti. Non è la prima volta che la VL si lascia rimontare, questa volta come causale si può aggiungere l’infortunio alla schiena di Tambone che non entra negli ultimi due quarti. Ma passare da +22 a +9 non è facilmente digeribile. Per un tifoso, ancora meno per il coach che è un perfezionista.
Ma nessuno se ne è accorto, tranne che a cinque minuti dalla fine quando Bergamo, tra un Harrison e l’altro, rientrava nel punteggio allarmando più il pubblico che coach Leka. Ha vinto tirando male da tre punti, altro buon segnale. Ha vinto dominando a rimbalzo, anche se Pesaro continua a concedere troppi rimbalzi in attacco agli avversari. Ha vinto con i giovani che dimostrano di poter davvero ambire al piano superiore. Ha vinto con un Felder sufficiente, che sta però in campo 30 minuti, a conferma che il coach lo vuole protagonista e non ha alcuna intenzione di tagliarlo.
Anzi, se proprio dovesse decidere Leka, lui il roster lo allungherebbe, andando a rinforzare l’area pitturata. Una buona vittoria, quindi, per 79-68, con Leka che si riguarderà il terzo quarto, troppo brutto per essere vero. Lo farà con il sorriso, perché la Victoria Libertas è di nuovo prima da sola. Con 16 giornate da disputare, il sogno continua.
