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Basket, Pesaro smetta di farsi male da sola: la squadra è prima e nessuno vuole perdere il campionato

27 Marzo 2026

di Raffaele Vitali

PESARO – Quando si parla di basket, a Pesaro il primo avversario non è mai solo in campo, ma fuori. È nella città, nel sistema, nella sua stessa passione. Capita, ciclicamente, che qualcosa fermi l’ingranaggio, annebbi menti e occhi.

È qui che bisogna stare attenti. Perché basta un attimo e l’ingranaggio, anziché sbloccarsi, si rompe. Ha quindi senso minare il sistema, che sta funzionando? La VL, cosa che qualcuno sta dimenticando, è prima in classifica. E lo è da mesi.

Ha perso contro la Fortitudo all’ultimo secondo e, nonostante ciò, è prima. Per più ragioni: ha a favore la differenza canestri e ha anche una partita in meno di Bologna. Ma domenica sera sembrava che i poco amati bolognesi avessero quasi vinto il campionato. Pesaro è prima anche rispetto a Brindisi, sempre grazie alla differenza canestri.

Prima quindi, pur giocando senza pivot. Ed ecco la questione che sta minando il sistema, anche per colpe interne. Perché se la passione muove i tifosi, che hanno il diritto di pensiero e anche di non condivisibili esternazioni, non può invece essere la mancanza di lucidità a guidare una società.

Società, quando si parla di sport, ha un significato molto più ampio. Si va dal presidente ai dirigenti per arrivare all’allenatore. Che è, a tutti gli effetti, un dipendente della società. A chi giova raccontare i problemi interni? Al coach? Difficile pensarlo, visto che dovrebbe avere come obiettivo vincere il campionato, non accattivarsi la curva. Quella l’ha riconquistata da tempo, proprio grazie alle vittorie in campo. Alla dirigenza? Impensabile, considerando che vincere un campionato ha dei benefit unici.

Quindi, Leka, Dalla Salda ed Egidio, ma non va dimenticato Magi, farebbero bene a cambiare comunicazione interna ed esterna. Cominciando da quando si siedono uno al fianco dell’altro. Meglio farlo se si è in accordo, quindi domenica ognuno sarebbe dovuto andare per la sua strada. I panni sporchi si laveranno tra un mese o due, in base ai risultati di Bucarelli e compagni.

Restano sei giornate, Pesaro è prima in classifica, e ha qualcosa che gli altri non hanno, come ha ricordato lo stesso Leka in un passaggio lucido della sua conferenza stampa post partita. “In A2, avere 8mila persone ci fa invidiare da tutti".

Nelle parole del coach c’è il senso del giocare a Pesaro, città che vive di basket e che con il basket vuole divertirsi. Una città a cui non piacciono le mezze verità e neppure le finte promesse. Ma anche una città che deve saper riconoscere i ruoli e quindi saper attribuire meriti e fallimenti.

Se una squadra è prima in classifica, c’è la mano del coach, ma c’è anche la società che garantisce quanto dovuto. Che pare scontato, ma se così fosse, lo sarebbe anche una vittoria, stando al compito dell’allenatore. Attenzione quindi a non trasformare la passione in pressione.

Tornando alla mancanza di chiarezza, qui la società può e deve fare meglio. Perché un conto è tenere coperta una trattiva, un’altra è dare l’idea di non averne (Omic comunque era davvero a un passo, ndr). Alla fine, comunque, in campo ci vanno i giocatori. Pesaro è forte, ha esterni invidiati da tutte le altre squadre, ha lunghi atipici, ha resilienza e cattiveria agonistica. Quello che non deve avere sono gli alibi. Quelli vanno lasciati ai tifosi, non ai tesserati, nessuno escluso.

Per tutti, però, c’è una sola certezza: Pesaro è prima in classifica e  più tifosi la seguiranno, in casa e fuori, e più cresceranno le chance di vincere il campionato. Mancano i soldi per la A? Questo si vedrà, ma pensare che una società non voglia vincere perché mancano risorse è irreale. Non c’è niente di più remunerativo di un titolo da mettere sul tavolo. Quindi…tutti a Pesaro vogliono vincere. A cominciare da domenica contro Pistoia.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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