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Basket, Pesaro a Scafati perde tra le polemiche. Mani fredde, il cuore non basta al team Bucarelli

15 Febbraio 2026

SCAFATI – Ci sono più ragioni dietro la sconfitta di Pesaro a Scafati. Alcune legate alla prova incolore per venti minuti dei biancorossi, altre alla prestazione ottima dei campani, ma c’è anche questa volta l’arbitraggio.

Che non ha commesso errori macroscopici durante la partita, ma nel momento chiave ha regalato momenti unici nel suo genere. Fischiano l’infrazione dei 24 secondi di Scafati sull’80 a 77. Ma non sono convinti. Nel mentre coach Leka chiama time out e prepara l’attacco decisivo, mancano 15 secondi alla fine del match.

Finisce il minuto di sospensione, le squadre entrano in campo e gli arbitri  danno la palla a Scafati. Incredulità, caos, proteste, spiegazioni poco convinte dei tre in grigio, che parlano di un tocco a due mani di un pesarese prima della sirena.

Nessuno lo aveva capito tanto che coach Vitucci si affretta a chiamare un nuovo time out e disegnare così non più una difesa, ma l’attacco. Fallo inevitabile dei pesaresi, che pescano però Caroti, una specie di cecchino e infatti non trema. Come poco dopo non tremerà Allen, l’americano che Pesaro non è riuscita  limitare. Finisce 84-79, con grande amarezza e pure stanchezza.

Tornando alle altre motivazioni, c’è il merito di Scafati, in primis per la sua difesa. Vitucci ha optato per il cambio continuo, non esiste il passare sui blocchi, si accetta il miss match, anche perché raramente è sfavorevole. Sono grossi i campani, in ogni ruolo e hanno tanti giocatori che possono fare canestro. A questo si aggiungono le percentuali siderali che nel terzo quarto valgono il +18 (47-29).

La VL, ancora una volta, deve rimontare.  Pian piano il punteggio si accorcia e per questo si può anche spendere un bravo al gruppo che non smette di lottare. Ma non si possono dimenticare le giocate precedenti, quelle che hanno permesso a Scafati di dominare in ogni angolo del campo. Se c’è un errore che Pesaro ha commesso è stato quello di accontentarsi del tiro da tre punti in una serata storta (8/30).

E dire che le poche volte che Miniotas è stato fatto giocare in pick&roll ha sempre segnato. Mentre spalle al ferro, contro Iannuzzi, Nobili e altri ha sofferto.  In questo marasma che per lunghi tratti non ha permesso a Pesaro di giocare, si inseriscono le note positive, vedi i cinque punti in fila di Virginio, che ha sbagliato tanto ma anche preso tiri che spetterebbero pure a compagni invece restii (58-48).

Quando a inizio quarto periodo la sorte sembra aver girato la freccia (62-60), i biancorossi abbassano le mani e, dopo il grande canestro di Bartoli, Italiano infila due triple di fila e spegne i bollori di Bucarelli, improvvisamente propositivo in attacco.

Si arriva così al finale punto a punto deciso da quel cambio di decisione incredibile, ma in realtà segnato dal rimbalzo di Allen dopo l’errore di Caroti (80-77), con la palla che rimbalza tra Bertini e Tambone che si limitano a guardarla. Il pasticcio degli arbitri arriva pochi secondi dopo.

“Non mi era mai capitato di chiamare un time out per preparare un attacco e mi ritrovo con la palla agli avversari. Questo a caldo ti fa arrabbiare dopo una gara da play off in cui siamo rientrati da -18. La squadra non molla, dopo 2 mila chilometri in una settimana resto soddisfatto, abbiamo vinto due gare su tre” commenta coach Leka che resta primo, vede avvicinarsi le avversarie tutte vincenti, ma che ora avrà due partite consecutive in casa. (foto Givova Scafati)

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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