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Basket, Miniotas torna e domina la partita. Pesaro suda, ringrazia Maretto e vince a Torino

8 Aprile 2026

TORINO – Pesaro vince 77-81. E questo conta. Momenti di bellezza pura, lunghi minuti di fatica e confusione. Poi il rimbalzo di Maretto a dieci secondi dalla fine, sul tiro libero sbagliato da capitan Bucarelli, che spegne definitivamente le speranze di una orgogliosa Torino che ha saputo passare da -22 a -1.

Ma non è bastato, perché se non fosse chiaro quanto Miniotas è importante per Pesaro, basta riguardare i primi tre quarti della sfida con Torino e si trovano le risposte. Questione di ritmi, di alchimia, di tempi di gioco. Miniotas ha iniziato l’ultimo periodo con 10/10 da due e 9 rimbalzi. Ah, pure una tripla tentata e messa a segno. Si può dire che l’infortunio gli ha lasciato una voglia incredibile di giocare e i compagni l’hanno capito subito e non hanno mai smesso di cavalcarlo.

È con le giocate del lungo che Pesaro ha costruito il break, diventato poi decisivo, nel secondo periodo. Perché i primi dieci minuti avevano raccontato una partita diversa. Torino era partita a ritmo garibaldino, 9-2, ma è stata una fiammata utile a liberare la mente della capolista.

Da metà secondo periodo Pesaro è entrata in controllo, i ritmi sono diventati quelli di Bucarelli. Si spiega così il 34-56. Il play trova in Maretto e Bertini, i due giovani del quintetto, dei partner ideali a livello di assist. Il primo vero momento di confusione Pesaro lo ha vissuto a inizio quarto periodo quando si fa risucchiare da Torino che alza il livello di intensità difensiva, affidandosi ai gomiti di Bruttini e ai centimetri di Massolo.

La VL si specchia, smette di girare il pallone, vede i primi due errori di Miniotas e non riesce a liberare al tiro i suoi esterni. Al contrario, Torino inizia a correre e a cercare il ferro, che trova con facilità soprattutto quando Leka gioca con Virginio da lungo.

Mancano i punti di Tambone e Jazz Johnson. Il time out di Pesaro con Torino tornato a -10 serve solo a Schina per pianificare una tripla pesantissima. Sembra alle corde il team biancorosso, che rimette subito Miniotas in campo. E torna il bel gioco: toccano palla quattro giocatori e alla fine arriva nelle mani di Bucarelli, tutto solo, che segna una tripla chirurgica (62-72).

La VL respira, il pubblico di Torino accusa il colpo. Il secondo aiuto arriva dal ferro che sputa fuori due tiri dei piemontesi che prendono qualche rimbalzo in attacco di troppo.

C’è confusione in casa VL, la tripla di Tortù toglie ulteriore certezza, la palla persa di Tambone è la conferma che l’ossigeno sta venendo meno. Anche Jazz Johnson commette falli inutili, come avvenuto contro Verona, allo scadere della sirena. Ecco che Torino torna incredibilmente, non ci crede neppure coach Moretti, a cinque lunghezze (67-72).

Non ha più energie Pesaro e Leka, che ha tagliato le 100 panchine con i  biancorossi, non riesce a rianimare i suoi. Continua a non chiare time out, non cambia uomini, Torino prende rimbalzi in scioltezza, Bucarelli sbaglia il pick&roll con Miniotas, Johnson non produce niente, Bertini resta in panchina con 4 falli.

Sembra andare tutto storto, ma come spesso capita nel basket, il peggiore in campo segna: Jazz palleggia, spinge, forza ma la mette dentro. Solo che poi resta con le mani basse davanti alla tripla di Teague. Neppure questo basta a Leka per metterlo in panchina. E neppure la nuova palla persa da Bucarelli, che viene stoppato, lo convince a dare un minuto di ossigeno ai suoi.

Torino ringrazia e impatta con Schina, vera spina nel fianco. Maretto e Johnson sbagliano tiri facili, Miniotas giganteggia sotto i tabelloni e si guadagna extra possessi e due liberi. Ma la VL ha smesso di giocare come sa da lunghi minuti. E allora ci pensa ancora Miniotas, che mette il fisico a servizio della squadra e costringe Bruttini a una infrazione di passi con poco più di un minuto da giocare.

Torino scopre improvvisamente la paura di vincere e sbaglia il canestro del sorpasso. E allora, a chi dare la palla? All’unico che oggi è immarcabile: Miniotas. Un 2+1 (74-78) che, a trenta secondi dalla fine, sembrava regalare a Pesaro una vittoria fondamentale per restare due punti avanti all’unica inseguitrice rimasta, quella Scafati che ha battuto Brindisi nel big match e che è l’unica delle inseguitrici ad avere lo scontro diretto a favore con Pesaro.

Sembrava, perché poi c’è sempre il momento di down di Jazz Johnson che si fa battere da Teague e commette pure fallo chiudendo così un parziale da 22-10 che tiene, a dieci secondi dalla fine, la partita inaspettatamente aperta. Leka chiama time out, mette finalmente Bertini per Johnson: rimessa dal fondo, fallo su Bucarelli e si va così fino al rimbalzo chiave di Maretto che permette al capitano di dimostrare ancora una volta la sua freddezza dalla lunetta.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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