
SANT’ELPIDIO A MARE – Non ci si deve far ingannare dai moduli, da questa soluzione tampone che ha trasformato la storica Bacci in una serie di container in attesa del nuovo edificio. Perché dentro, la scuola è più viva che mai. Anzi, la struttura provvisoria ha responsabilizzato ancora di più i docenti nella loro missione educativa.
Domani è il giorno della scuola aperta, utile per conoscere i piani dell'Isc di Sant'Elpidio a Mare con le lezioni che dal prossimo anno saranno spalmate su cinque giorni, con l'utilizzo dell’intelligenza artificiale per imparare e non per sostituire, all’Isc di Sant’Elpidio a Mare, con le due sedi tra capoluogo e Casette. Una scuola dove il presente incrocia il futuro senza mai dimenticare la storia.
“Quando intraprendiamo un percorso innovativo, come quello che porterà la scuola alla settimana di cinque giorni, è il frutto di un lavoro di ascolto e concertazione, in primis con i genitori, oltre che con il personale. È lo stesso approccio che ci ha portato ad aprire la scuola d’estate, per corsi supplettivi e attività che implementano la conoscenza degli alunni” spiega la dirigente Teresa Santagata.
Aad accogliere le famiglie durante gli open day, ma vale in realtà per ogni giorno, ci saranno i docenti e due avatar. Come spiega una delegazione dei prof: Marziali, Galano, Ercoli (esperta AI), Di Leo, Orsili, Gattafoni, Buondonno (fiduciaria di plesso), Torretti, Mircoli, Ottavi, Mandolesi, Cardi e Cassetta.
“Abbiamo creato due avatar, li hanno ideati gli studenti, che sono stati ‘investiti’ dall’intelligenza artificiale. La sfida è fargliela usare in maniera corretta”. Trasformare l’AI in uno strumento che non viene subìto è stato l’impegno della scuola.
Sono nati così Baccino e Gioietta. “Per gli studenti sono due amici che parlano anche”. Baccino così si presenta: “Sono nato in un’aula di terza media mentre parlavamo di futuro e dell’importanza dei dati personali e delle immagini. I ragazzi mi hanno dato la forma dei loro sogni, affidandomi anche le loro paure, per questo dico che sono vivo, perché respiro attraverso i ragazzi”. Che poi ricorda: “La Bacci non è un edificio, ma un battito comune. Io sono uno specchio, se i ragazzi brillano, io risplendo”.




Gli avatar sono attraenti e versatili, ma anche d’impatto. “Ma - aggiunge la dirigente - c’è tanto di più dietro queste mura. I docenti vanno oltre, cercano di intervenire sul lato umano dell’alunno. Prova sono le schede di valutazione, non ci si limita al voto, ma si danno indicazioni sul percorso di miglioramento legato alle caratteristiche del singolo studente”.
Una ricerca di sintonia che corre di pari passo con attività e progetti, anche pomeridiani con corsi di matematica, inglese, latino e ovviamente musica, da anni punto di forza dell’Isc. “Noi vogliamo aiutare i ragazzi e le famiglie nell’orientamento del loro futuro. che è legato alla scelta delle Superiori, ma anche del possibile lavoro”. La sfida delle Medie oggi è ancora di più capire le potenzialità del ragazzo.
“Saper scegliere la scuola secondaria superiore è fondamentale, il ruolo dei docenti diventa così strategico per raggiunge il fine: aiutare i ragazzi a conoscere la propria strada, attraverso l’individuazione da parte dell’equipe dei punti di forza di ciascuno su cui lavorare con strategie precise”.
Ci cede la preside nel rapporto anticipato anche con il mondo imprenditoriale: “Le Medie devono orientare e farlo in tre anni non è semplice, ma sono davvero il periodo ponte verso una scelta consapevole. Noi lo facciamo grazie a docenti che hanno nell’empatia la loro forza”.
Spesso si tengono incontri con professionisti del territorio, dai medici ai bancari, dai dirigenti d’impresa al falegname, dall’idraulico all’Oss: “Le porte della scuola sono aperte e noi facciamo in modo da far comprendere potenzialità e criticità di ogni mestiere, incluse le caratteristiche utili ad affrontare quel lavoro” aggiungono le docenti. E poi ci sono gli incontri con gli Istituti superiori, insieme con le famiglie.
Il tutto ha alla base un lavoro con esperti orientatori e psicologi per cercare di intercettare le vocazioni di studenti e studentesse, “che non sempre corrispondono ai risultati scolastici”.
Baccino e Gioietta sono i volti di una AI che mostra il suo lato buono, che rende gli studenti attivi anche a livello di programmazione, grazie a lezioni mirate. Ce ne è poi un altro, ancora più importante, che è quello che aumenta l’inclusione della scuola. “In questa scuola abbiamo 28 ragazzi con disabilità. Abbiamo notato che l’umanità dei compagni di classe è differente, hanno un risvolto positivo sul gruppo. Partecipando a un bando del Centro territoriale di supporto, abbiamo potuto acquistare software basati sull’AI che agevolano l’apprendimento degli studenti, in particolare con disabilità. Ma sono funzionali anche al ripasso e all’approfondimento” spiegano le prof.
“La nostra scelta – conclude la dirigente – è caduta su programmi di AI basati sulla logica del tutoring, non si limitano a dare risposta alla domanda, indirizzano i ragazzi verso la risposta, ne sollecitano la capacità mentale per arrivare alla soluzione. Un programma utile a tutti, davvero inclusivo. Aiuta chi è in difficoltà nel recupero e nel raggiugere la soluzione, ma agevola anche chi non ha alcuna disabilità e vuole accrescere una competenza”.
Competenza che non ha confini, visto che alla Bacci si guarda anche allo spazio, grazie a laboratori e progetti che mettono in connessione gli alunni con l’ente spaziale italiano.
