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"Avanti tutta". Il sindaco Berdini ha già dimenticato Galasso: "Vuole candidarsi, io penso a Pedaso"

14 Febbraio 2026

di Raffaele Vitali

PEDASO - Sindaco Vincenzo Berdini, cosa sta accadendo a Pedaso? Perché il suo vice Galasso l’ha attaccata e si prepara ad abbandonare l’amministrazione a causa della lottizzazione Siri e del suo ‘conflitto d’interessi’?

“Parto dalla lettera inviata da Galasso alla maggioranza e dalla tempistica di convocazione della Giunta in cui votare l’atto, da quel lasso temporale tra il 27 gennaio e il 2 febbraio che mi viene contestato. In realtà, già il 12 gennaio comunicavo che avrei cambiato la modalità di convocazione delle Giunte, per dare ordine e disciplina, stabilendo l’appuntamento fisso ogni lunedì alle ore 12”.

Scusi, quindi quando ha iniziato a discutere davvero della lottizzazione?

“Un primo passaggio in Giunta è datato 19 gennaio” spiega il sindaco mostrando uno dei fogli con i colori assegnati agli uffici, con cui tempo fa ha riorganizzato il lavoro del Comune. Poi aggiunge: «L’ho ripresentata il 26 gennaio, ma l’assessore Galasso non ha potuto partecipare per motivi personali. Poteva chiamarmi per avere chiarimenti. La verità è che sono almeno due anni che Galasso non entra nella mia stanza. L’assessora D’Angelo almeno quando può partecipa”.

Parliamo della lottizzazione e dei suoi dubbi.

“Sentito il segretario, non avevo alternative allo scrivere che mi sarei astenuto nella mia lettera, perché per problematiche legate all’urbanistica l’astensione va fatta in forma espressa e non verbale. E questo ho fatto, con tempistiche un po’ diverse da quelle raccontate da Galasso”.

Nel merito della lottizzazione…

“Il mio vice prima sostiene che va bene e che non ha nulla contro, del resto l’aveva già approvata nel 2018. Poi cambia idea, ma perché? L’aspetto urbanistico, con i volumi concessi, è identico. La strada di lottizzazione parallela allo svincolo autostradale è identica. Sono passati sette anni: me ne sono occupato tutto io? Potrebbe dirmi di cosa si sia occupato lui e di cosa io non mi sia occupato personalmente”.

Cosa cambia quindi con l’atto di Giunta?

“La differenza è che la lottizzazione non esce più con una strada sulla Valdaso. Ci saremmo trovati altrimenti con la viabilità delle scuole e delle palazzine concentrata nello stesso punto, all’incrocio con via La Malfa. È iniziata la discussione con Autostrade e con il Ministero delle Infrastrutture. Nel 2023 si è aperta la possibilità di realizzare la strada parallela e abbiamo raggiunto l’accordo.

Mi accorgo poi che nel progetto manca la recinzione al polo scolastico e mi accordo con il lottizzante perché la realizzi, oltre a un marciapiede e a un altro tratto di strada mancante. Non solo: nell’accordo ci sono anche i tempi, tutto da realizzare entro due mesi”.

Tempi che, stando al tecnico citato da Galasso, non erano così urgenti.

“È vero che potevo collaudare la scuola, ma senza strada, recinzione e marciapiede completati non l’avrei aperta. Si possono far camminare 200 bambini sulla breccia? Dopo aver ottenuto la soluzione, potevo fermarmi? Guadagno parcheggi ed evito una rotatoria inutile su via Marsala. Ci sono vantaggi per il Comune: era inevitabile accelerare”.

Sindaco, arriviamo al punto chiave: il conflitto di interesse?

“Mio figlio fa l’imprenditore edile. Se siamo un Paese libero, dobbiamo garantire a tutti la libertà di lavorare. Mio figlio ha avuto contatti con Moreschini, titolare della lottizzazione, questo ho saputo. Ma si muove in autonomia. So che lavora in più paesi, ma non so neppure quali. Il lottizzante da tempo cerca partner. Se dovesse costruire, non vedo il problema.

Sono convinto che, se tra sei mesi il lottizzante dividesse i lotti – cosa possibile – e mio figlio decidesse di costruire, sarei stato attaccato dal vicesindaco, che da tempo mi tiene nel mirino, avendomi votato contro in Giunta anche per un gazebo”.

La sua uscita dalla Giunta in cui si votava l’atto di adozione era quindi inevitabile?

“È la seconda volta nei miei anni da sindaco che non voto. Lo feci la prima volta per il Niagara, che per me è un grande problema, nel 2020, quando in Consiglio approdò una variante. Questa è la seconda volta e pensavo fosse una formalità, ma non per Galasso”.

Galasso poteva votare contro anziché lasciare la Giunta dopo la sua scelta di non presiederla?

“Domenica c’è stato un consiglio straordinario informale. Galasso ha capito che, se avesse presieduto la Giunta, avrebbe dovuto dichiarare il motivo dell’astensione. Ma non essendoci irregolarità sull’atto, non è proprio entrato e ha invalidato la delibera”.

Come si sblocca tutto questo?

“Era tutto approvato. Quale responsabilità temeva? La proposta di Giunta la prepara il responsabile del servizio, spesso chiede integrazioni e la sottopone alla Giunta dopo averla visionata e valutata nella legittimità. Se aveva dubbi poteva parlare con l’ufficio tecnico. Per cui ora ci sono solo due possibilità.

La prima sarebbe che io ritiri la dichiarazione di conflitto di interesse. Ma l’ho detto e scritto (come da articolo 78, comma 2, del decreto legislativo 267/2000) e non torno indietro. La seconda è che Galasso rinegozi, ma ha detto che se ne va. Una soluzione condivisa non la vedo”.

Sindaco, ha calcolato i rischi per l’amministrazione?

“Non sono stato avventato. Ho voluto essere ancora più chiaro di quanto lo sia normalmente”.

E ora?

“Intanto faccio un appello ai miei consiglieri: non affondiamo l’amministrazione, abbiamo tanto da fare. Ci sono 15 milioni di euro di cantieri in ballo”.

Ha già pensato al sostituto di Galasso?

“Per la nomina del nuovo vice ho seguito il criterio del voto. Ho chiamato prima Carlo Maria Bruti, che mi ha detto di non avere tempo. Ho quindi chiamato Gianni D’Andrea: si è preso un paio di giorni. È serio e capace, mi basta questo per sapere che sarà un ottimo assessore, a prescindere dalla sua matrice politica. Io mi sono sempre mosso come civico e così chi è con me”.

Secondo lei perché Galasso ha fatto questa mossa?

“Da tempo gli faccio una domanda: hai intenzione di candidarti? Ha sempre tergiversato. Ma credo sia evidente che, se il mio vice pensa di candidarsi contro di me, non può restare al suo posto. Non ha mai risposto, ora vedremo. È legittimo candidarsi, chiedo solo trasparenza. Purtroppo in questo secondo mandato è venuta meno l’empatia, magari saranno stati i tanti voti che ha preso”.

Sindaco, teme che i consiglieri possano voltarle le spalle?

“Pedaso non capirebbe. Abbiamo scadenze importanti, come il bilancio. La ragioniera se n’è andata a novembre, oggi ho una dipendente per 12 ore, in condivisione con Porto San Giorgio. Abbiamo accelerato, ma non siamo riusciti ad approvare il bilancio entro fine anno. Ora deve andare in Consiglio entro il 28. Per questo lunedì nominerò il nuovo assessore e poi andremo in Consiglio. Non ho tempo da perdere dietro polemiche politiche”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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