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Allarme dei sindacati: sempre più violenza sulle donne. Covid in corsia, il 70% dei casi tra le lavoratrici

22 Novembre 2020

286 richieste di aiuto e 127 casi accertati nelle Marche. Numeri freddi che
parlano di un fenomeno, purtroppo, in crescita. Quello della violenza
contro le donne. Che il lockdown, prima, e le attuali restrizioni,
adesso, hanno fatto esplodere. I dati si riferiscono a marzo e aprile
scorsi e riguardano le chiamate ricevute dal 1522, il numero verde
attivo 24 ore su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime
di violenza e stalking. Cifre, nel complesso, più che raddoppiate
rispetto allo stesso periodo del 2019. Quest’anno le vittime che hanno
chiesto aiuto ai centri antiviolenza marchigiani sono state, infatti,
2.013 (+59% rispetto all’anno scorso)
. «È importante ricordare questi
numeri – spiegano le segretarie regionali di Cgil, Cisl e Uil –,
mentre stiamo vivendo la seconda ondata della pandemia che, ancora una
volta, o impone un lavoro da casa, in convivenze forzate dalla
necessità che hanno unito sfera pubblica e privata, o genera nuova
disoccupazione femminile, poiché sconvolge dal punto di vista
occupazionale settori prevalentemente occupati da donne».

Costrette in casa, molte donne hanno perso il lavoro. La mancanza di
sicurezza economica e di una rete di relazioni le espone ancora più al
rischio violenza. In altri casi – fanno sapere i sindacati – il lavoro
continua, ma vede compromesse le tutele, mentre rischiano di crescere
le discriminazioni. Le donne che lavorano nel settore sanitario o
sociosanitario, spesso sono le più esposte a carichi di lavoro
massacranti e al rischio infezione. Nelle Marche, su 1.416 denunce di
contagio, 1.033 sono state presentate da donne, il 70,7% del totale.
Il 30,9% di quelle che hanno contratto il virus durante il lavoro ha
tra 50 e 64 anni, il 26,8% tra 35 e 49 anni. Infermiere, operatrici
sociosanitarie, ausiliare ospedaliere e operatrici socioassistenziali
le figure professionali più esposte. «Dati da ricordare, a
dimostrazione di come le donne siano colpite su più fronti dalla
pandemia e di come l’emergenza sanitaria rischi di acuire le
disuguaglianze di genere
», dicono i sindacati. Da qui, la richiesta
alla giunta regionale e all’assessora alle Pari opportunità «a porre
attenzione al fenomeno della violenza sulle donne, a riprendere presto
il percorso mirato, a rafforzare case rifugio e centri antiviolenza e
ad assicurare formazione professionale e incentivi per l’occupazione
delle donne vittime, per aiutarle concretamente a fuoriuscire dalla
violenza». Per Cgil, Cisl e Uil, al contempo, «vanno messe in campo
politiche per favorire e promuovere la parità e la valorizzazione
delle donne nel lavoro e per incentivare e sostenere l’occupazione
femminile».

Francesca Pasquali

redazione@laprovinciadifermo.com

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