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Albero e Valloscura, le acque dei fossi sono pulite: Legambiente promuove la costa fermana. "Nessun valore oltre i limiti"

20 Luglio 2020

FERMO – Promossi, finalmente. Il dato più atteso, quello di Goletta Verde di Legambiente, certifica lo stato delle acque fermane. Anche dove non sventola la Bandiera Blu, per problemi passati che purtroppo la burocrazia fa durare ben più del dovuto. “In provincia di Fermo è stato campionato il punto in spiaggia presso la foce fosso dell'Albero a Porto Sant'Elpidio e il punto sulla foce del torrente Valloscura a Lido di Fermo: entrambi presentano valori entro i limiti” sottolinea Legambiente.

I due punti più famigerati superano l’esme. Ma, soprattutto, lo superano tutti i punti di prelievo selezionati neelle Marche. “Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. Le località costiere, inoltre, spesso pagano problematiche che si estendono fino ai comuni dell'entroterra” ribadisce l’associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Entrando nel merito, le Marche hanno avuto due prelievi per provincia. A Pesaro Urbino si tratta della foce del fiume Foglia a Pesaro e della foce del torrente Arzilla a Fano. Ad Ancona uno sulla spiaggia 30 metri a sud della foce del fiume Misa, nel comune di Senigallia, e sulla foce del fiume Esino, in località Rocca Priora a Falconara. A Macerata, entrambi in spiaggia, presso la foce del fosso Asola tra i territori comunali di Civitanova Marche e Potenza Picena, e presso la foce del Fosso del Castellano a Civitanova Marche.

Ad Ascoli Piceno, sulla foce del torrente Tesino a Grottammare, sulla foce del torrente Albula a San Benedetto del Tronto e sulla foce del Tronto, nella Riserva naturale regionale Sentina, sempre ricadente nel comune di San Benedetto. “Bene, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia – commenta Marco Ciarulli, direttore di Legambiente Marche – il ritardo nella partenza della stagione balneare e la lenta ripresa dopo il lockdown rappresentano condizioni di contesto molto differenti dagli scorsi anni. Non possiamo dimenticare che la Regione Marche, da 13 anni, viola palesemente le norme europee in materia di raccolta o trattamento delle acque reflue urbane. Riteniamo più che mai urgenti i lavori di adeguamento del sistema di depurazione per tutelare i nostri corsi d'acqua, il nostro mare e aprire nuove possibilità di sana valorizzazione del nostro territorio”.

Nota negativa, solo in due punti sui 12 attenzionati è presente il cartello di informazione sulla qualità delle acque, mentre solo su una delle foci indagate è stato trovato il  cartello di divieto di balneazione. Si tratta di luoghi non adibiti alla balneazione ma spesso a ridosso di spiagge libere e stabilimenti balneari.

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