
*Il Giorno del Ricordo chiama la coscienza nazionale a un atto di verità e di giustizia. È il momento in cui l’Italia si ferma per rendere omaggio alle vittime delle foibe e per riconoscere la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, una ferita profonda della nostra storia troppo a lungo negata o minimizzata.
È una storia che appartiene all’Italia intera ma che per me assume un significato profondamente personale. Mio padre, Giovanni Battista Albano, fu tra le centinaia di migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia costretti ad abbandonare le proprie case per difendere ciò che avevano di più prezioso: la cittadinanza e l’identità italiana. Così giunsero nelle Marche, a Fermo, portando con sé il peso dell’esilio e la dignità di una scelta orgogliosa e consapevole.
La storia della mia famiglia è stata da lui affidata a un libro, scritto per consegnarla ai figli e ai nipoti, affinché non si perdesse la memoria di quanto accaduto lungo il confine orientale italiano, a causa delle forze jugoslave. Ricordare significa assumersi la responsabilità della memoria, per guardare al futuro senza ambiguità e senza cedimenti a letture negazioniste o riduttive.
* Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze
