
FERMO – C’è un principio solido dietro ‘Ricostruire Fermo’, il movimento, che magari diventerà lista civica, nata nelle ultime settimane: “Rompere il muro di silenzio che avvolge il declino economico e sociale del territorio e restituire voce ai cittadini”.
I promotori si definiscono “una risposta civica determinata a contrastare un sistema politico locale dove destra e sinistra appaiono ormai sempre più come due facce della stessa medaglia”. Slogan simile a quello dei grillini della prima ora.
“Serve cambiare, visto che la provincia di Fermo è oggi l’ultima nelle Marche per reddito pro capite e il centro storico si svuota, le attività chiudono, i giovani se ne vanno”. Secondo ‘Ricostruire Fermo’ è possibile invertire questa tendenza, affrontando davvero i problemi: “Primo, servono trasparenza totale e partecipazione. Per farlo, bisogna fermare le decisioni prese nelle stanze chiuse e le logiche clientelari. Secondo, basta con la cessione dei beni pubblici, come fatto con Casina delle Rose e santa Lucia. Noi ci impegneremo a fare da collante tra imprese, commercianti e proprietari di locali inutilizzati per contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare Fermo come vero capoluogo del territorio”.
Il movimento boccia anche le scelte ambientali, come il biodigestore. “Se i cittadini di Caldarette d’Ete non potranno più aprire le finestre di casa basterà un semplice “scusa, mi dispiace”? È necessario dotare il Comune di strumenti per il controllo dell’inquinamento elettromagnetico e delle polveri sottili”.
Anche sulla sicurezza ‘Ricostruiamo Fermo’ si vuole distinguere: “Come primo provvedimento bisogna istituire un presidio fisso della polizia municipale nel quartiere di Lido Tre Archi e zone a traffico limitato nelle ore notturne, anche in centro storico”.
Per provarci, serve impegno, da qui l’appello: “Imprenditori, professionisti, lavoratori, studenti, giovani e anziani, tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Fermo e non vogliono lasciare la città nelle mani di chi ha dimostrato, con i fatti, di non amarla abbastanza da difenderla e da cambiarla, si rendano disponibili a candidarsi. E allora presenteremo una lista con programma. senza una reale mobilitazione, resteremo fuori dalla competizione elettorale, ma nessuno potrà dire di non essere stato chiamato a difendere il futuro della città” concludono i promotori del movimento.
