PORTO SANT’ELPIDIO - Sapeva alternare i colori della vita al nero del dolore, le immagini cariche di speranza alle riflessioni nascoste nel segno del pennello: le sue opere arricchiranno d’ora in poi il suo ricordo.
Se ne è andata, dopo 10 anni di battaglia contro il tumore, la 36enne Marina Talyzina. Era diventata, come tante altre donne, uno dei volti dell’Anpof, l’associazione di volontarie che supporta le donne colpite da tumore al seno e non solo all’interno del Murri.
Marina, per dieci anni, è entrata e uscita dal reparto di oncologia, dove alla fine si è spenta, a 36 anni lasciando nel dolore il giovane marito. L’arte, in questi anni, era diventata la sua compagna. Proprio L’Anpof, guidato da Michaela Vitarelli, a giugno aveva organizzato una sua personale a Porto San Giorgio. Quadri in vendita con il ricavato in favore di chi supporta le pazienti oncologiche.
Il funerale, oggi (27 agosto) alle 16, nella chiesa del cimitero. Non mancheranno volontarie e amiche di battaglia. “Ci siamo conosciute qualche anno fa perché fa parte del gruppo di ascolto Stiamo Insieme, tenuto dalla dottoressa Esperide e dal dottor Acito per le donne operate al seno dell’oncologia di Fermo. ci siamo subito trovate e quest’anno. – racconta Michaela Vitarelli – abbiamo pensato insieme la mostra. Lei era entusiasta e noi felici di organizzarla, anche se le sue energie hanno iniziato a venire meno proprio in quelle settimane”.
La mostra è stata un momento di grande carica per Marina. “E’ sato un periodo che ci ha avvicinato tutte, creando così una amicizia con tutto il gruppo dell’Anpof. Avevamo già altri progetti, chissà che non li porteremo avanti in sua memoria”.
Il suo sorriso se ne è andato, ma i quadri, le opere, i messaggi messi su tela restano. “La mostra si intitolava ‘Due mondi – Dell’occhio e dell’anima’ perché ogni opera unisce l’occhio dell’autrice che inquadra il reale, grazie alla fotografia, all’anima che va oltre e regala nuovi significati usando la pittura” disse all’inaugurazione il curatore Diego Paride Della Valle che ha saputo dare un senso al viaggio oncologico di Marina Talyzina.