
PORTO SAN GIORGIO – Marco Bordò, Dopo 21 anni alla guida del Belle Époque, a maggio aveva accettato una nuova sfida, chiamato dal cugino, che per lui era come un fratello, Jonatha Malaspina. Aveva preso in gestione il Figaro.
Un inizio scoppiettante, poi, d’estate, la notizia devastante: un tumore al pancreas. A settembre il Figaro chiude le porte, i cugini vogliono lottare insieme. “L’ultimo aggiornamento – racconta il sindaco - Valerio Vesprini che Bordò conosceva bene – l’ho avuto il 26 dicembre, durante il Gospel”.
Non un caso, il giorno della musica che parla al cielo. “Mi avevano detto che si era aggravato, ma poi, dopo qualche giorno, era di nuovo Marco sui social a dire buon anno. Non aveva mai perso la speranza” prosegue Vesprini.
Che con Bordò da giovane si incontrava allo Zen, “era sempre dominante, anche per i suoi look”. E poi la Belle Époque: “Un locale unico, in cui la qualità dei cocktail l’ha subito fatto diventare un riferimento. Fino al passo successivo, inserire la cucina insieme con la moglie”.
Per Porto San Giorgio, questo 40enne cresciuto a Fermo, era diventa un vero riferimento, prima in via della Repubblica, poi in pizza Mentana. “A scuola era già il più bello” ricorda uno dei compagni delle Superiori, ancora incredulo per la notizia.
“Ci hai deliziato con i tuoi cocktail, ci hai affascinato con la tua professionalità, ci hai sempre fatto sentire a casa con la tua passione, la tua empatia, il tuo sorriso. Hai dato lustro a un intero territorio, sei sempre stato avanti, sempre alla ricerca del novità, della bontà, della bellezza” è il ricordo di Michele Ortenzi, sindaco di Montegiorgio e cliente affezionato.
