
AMANDOLA – Si è spenta una delle figure simbolo dell’imprenditoria amandolese. È morto a 90 anni Basilio Giacomozzi, fondatore della Gibas Illuminazione, azienda creata con la moglie Giuseppina Settembri nel 1959.
Giacomozzi è rimasto legato all’attività fino a pochi anni fa: nonostante l’età, continuava a seguire l’azienda con lucidità e passione, “aveva la testa di un 40enne” racconta Valerio Tidei, uno dei volti della terza generazione.
Tutto è iniziato con un negozio di elettrodomestici, ma ben presto Basilio e Giuseppina decisero di puntare su un settore allora innovativo: la luce. Hanno dato vita a una produzione di illuminazione decorativa che nel tempo ha conquistato mercati importanti come Milano, Venezia e la Toscana. Da semplice attività commerciale, la famiglia scelse di trasformare il progetto in una vera e propria azienda manifatturiera.
Oggi Gibas conta 26 dipendenti e un fatturato di circa 6 milioni di euro. La crescita è stata costante, soprattutto con l’ingresso della terza generazione e l’apertura verso il mercato internazionale che ha permesso in dieci anni di triplicare il fatturato.
Un investimento coraggioso quello di restare e crescere ad Amandola. In un territorio dove realtà come Guzzini a Recanati rappresentavano già un punto di riferimento, Gibas è riuscita a distinguersi come un unicum nel campo dell’illuminazione decorativa, intuendo con anticipo le opportunità del settore.
Basilio Giacomozzi è rimasto operativo fino al pre Covid, poi ha progressivamente affidato ruoli e responsabilità a figli e nipoti, delegando la gestione dell’impresa. L’azienda conserva ancora oggi una forte impronta familiare, fedele ai valori e alla visione del fondatore.
I funerali si terranno domani alle ore 14.30 nella chiesa del Beato Antonio di Amandola. Basilio lascia la moglie Giuseppina, i figli Giulio e Paolo, entrambi impegnati in azienda, e i nipoti.
