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Acquaroli ed Ercoli scommettono su ABC: "La fiera di Fermo è la strada giusta. Qui il meglio per la moda"

18 Marzo 2026

FERMO – Il colpo d’occhio è di quelli che ti fanno dire: “Che successo”. La seconda edizione della fiera ABC, accessori, borse e calzature, al Fermo Forum ha stupito tutti. Tranne uno: Valentino Fenni. L’ideatore della manifestazione i numeri li conosceva bene: la seconda edizione ha più che raddoppiato gli espositori.

“È cresciuta del 100% in un anno, è la prova che le cose, se vengono fatte insieme, si possono realizzare al meglio. Il distretto delle Marche aveva bisogno di un evento come questo. Faremo quanto possibile per supportarne la crescita” le parole di Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, sono la prova che la strada intrapresa è quella giusta.

Pochi minuti dopo il taglio del nastro, tra i corridoi del Fermo Forum arrivava anche la notizia della scelta di Ancona come Capitale italiana della Cultura 2028. Un riconoscimento importantissimo “che ora faremo in modo che porti beneficio a ogni territorio”, rassicura Acquaroli. Che vede le Marche uscire dal loro guscio, passo dopo passo. “Per la prima volta le finali di Champions League di calcio a 5 si fanno a Pesaro, Ancona capitale quattro anni dopo la stessa Pesaro, questa fiera, le infrastrutture che crescono, l’aeroporto che sta per aprirsi a nuove rotte: siamo una regione proiettata nel mondo” aggiunge il governatore.

Al suo fianco c’è Lucia Albano, sottosegretaria al Mef: “Questa manifestazione rientra nella strategia di supporto all’export che il Governo ha ben in mente. Noi siamo al fianco delle imprese con Sace e Simest, le due agenzie operative. Ma non solo. Da questa mattinata porto via diversi spunti, incluso quello sul costo dell’energia che impatta sulle aziende. Stiamo lavorando al disaccoppiamento del prezzo tra gas e petrolio e su misure strutturali, vogliamo dare risposte alle esigenze”.

Quelle esigenze che sono emerse durante il talk tra tre grandi imprenditori: Germano Ercoli di Eurosuole, Graziano Mazza di Premiata e Umberto Ciucani, di Ciucani Shoes Machinery. Tre storie di successo, ma anche di inevitabili difficoltà nell’affrontare il presente.

“Nel 1982 in Italia producevamo 504 milioni di paia di scarpe, eravamo al terzo posto nel mondo. Oggi siamo a 170 milioni circa. In 44 anni abbiamo perso oltre 300 milioni di paia di scarpe. Ciò è avvenuto nella disattenzione generale, forse anche nostra, degli operatori, delle organizzazioni datoriali, della politica, perché la politica ha seguito spesso e volentieri solamente l’andamento delle grandissime aziende”, sottolinea Ercoli, che chiede quindi più operatività alla politica e a Confindustria “che non hanno capito per tempo i cambiamenti del sistema”.

Prendono appunti Acquaroli e Albano, ma anche le istituzioni locali, dalla Provincia di Michele Ortenzi ai Comuni di Fermo e Porto Sant’Elpidio, con sindaci e assessori in prima fila insieme con i consiglieri regionali Putzu e Sebastiani, dall’ex onorevole Lucentini al prefetto D’Alascio, che ha ribadito l’importanza di questo territorio per il sistema economico. Platea in cui non mancano gli artigiani: Cna e Confartigianato schierano i vertici. Ufficialmente non c’è Confindustria tra i patrocini, ma di imprenditori ce ne sono molti, basti pensare a Pilotti e Castricini per fare due nomi del fermano e del maceratese.

La due giorni di ABC, nel pomeriggio è arrivato anche l'assessore regionale Paolo Calcinaro, proseguirà domani, con due focus su IGP e credito, oltre che ovviamente con i B2B negli stand, che quest’anno sono più luminosi e curati. “La mia azienda – riprende Ciucani – è un laboratorio di sviluppo, su più livelli. Una fiera come ABC diventa un luogo di stimolo, di confronto, dove rafforzare la filiera che rende questo territorio unico”.

Una filiera che Mazza conosce bene e che ha messo alla base del suo business, con un’azienda partita dal cuoio e poi diventata un unicum con la sneaker. “Noi siamo in grado di stare sul mercato, quello che chiediamo è di non essere messi in difficoltà. La burocrazia ci attanaglia, l’energia è diventata un problema. La politica deve fare in modo che l’artigiano resti in zona e si strutturi. Senza l’azienda viene meno la socialità, non dimentichiamolo mai”.

Per uno come Acquaroli, che sul gioco di squadra ha costruito la sua amministrazione, le parole degli imprenditori sono uno stimolo: “Ogni impresa ha una sua identità, ma ci sono sfide da vincere facendo squadra. Penso all’energia, alle comunità energetiche, all’internazionalizzazione: le missioni vanno condivise, per arrivare allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che magari un piccolo da solo non può strutturare. Ricordiamoci sempre che l’azienda che sta vicino a noi non è un concorrente: è il mondo che ci chiede di collaborare”.

Nel mentre, dentro gli stand si dialoga, si chiudono accordi, ci si dà appuntamento nelle aziende, negli showroom. È quello che hanno fatto Dami e altre aziende di settore, che non hanno preso parte ad ABC ma hanno deciso di tenere aperta l’azienda in contemporanea alla fiera. Un aiuto indiretto quindi arriva anche a chi ancora non ha creduto nello sviluppo della manifestazione. Che invece in questa edizione ha mostrato la sua forza.

“Anche io ero titubante, ma poi ho capito e ho subito preso due spazi. E oggi sono molto contento di averlo fatto. Gli accessoristi hanno bisogno di uno spazio, anche perché Lineapelle pensa un po’ troppo ai conciatori” ribadisce Ercoli.

Valentino Fenni, che ha incassato complimenti da ogni livello, incluso il presidente Sabatini che ha investito importanti risorse su ABC sostenendo ogni partecipante con un voucher da mille euro e che ha ribadito “come Fenni sia riuscito in quello di cui in Camera per troppo tempo abbiamo solo parlato”, ha infine premiato il primo visitatore e il primo espositore, ma ha anche indossato la giacca da pompiere: “Noi non nasciamo in alternativa a Lineapelle, tutt’altro. L’intesa c’è e vogliamo solo dare un supporto a un settore che ce lo ha chiesto. ABC ha un grande potenziale, anche perché le Marche sono al centro dell’Italia e dei distretti”.

Concetto confermato dagli espositori di fuori regione che hanno preso uno dei 140 stand: “In tre ore si arriva in Puglia, Campania o Toscana: una location ideale. Siamo già pronti a tornare alla prossima edizione”.

Si guarda quindi al futuro. I tre imprenditori lo hanno detto con chiarezza: non è tempo di piangere, bisogna pianificare e investire. La fiera in questo è un supporto. “Dobbiamo essere molto vicini alle imprese in questo momento; lo stiamo facendo in tutte le maniere possibili con particolare attenzione allo strumento del credito”. Strumenti che, pensando anche alla Zes, hanno un grande potenziale ancora inespresso.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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