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Abbate, la giovane comandante della Squadra Mobile. "Intuito, curiosità e tecnologia per la questura di Fermo"

20 Maggio 2020

di Raffaele Vitali

FERMO -  Due anni intensi a Macerata, dove è diventata la più giovane comandante di Squadra Mobile d’Italia. E ora Fermo: Maria Raffaella Abbate è il rinforzo per la questura guidata da Luciano Soricelli. “Trentadue anni, è giovane, è una risorsa importante” sottolinea il questore presentando la comandante.

Quello della Squadra Mobile è un settore particolare, direttamente collegato al ministero dell’Interno. “Sono molto contento di questo arrivo. Parliamo di un ruolo fondamentale, dell’ufficio investigativo per eccellenza che segue ogni reato, dai predatori a quelli contro le donne, che si muove in un ambito molto vasto” riprende Soricelli.

Non ha nessuna esitazione la comandante. La voce è determinata, il volto sereno, il sorriso costante, l’occhio vigile. Di origini campane, dove si è laureata e specializzata, la Abbate si è fatta le ossa a Reggio Emilia, dove ha prima guidato il servizio Volanti e poi è diventata vice dirigente della Mobile. “Poi Macerata, due anni intensi e ora Fermo”.

Non è alla Mobile per caso: “Ho voluto questo ufficio, l’ufficio investigativo era il mio obiettivo. Sono sempre stata molto curiosa, il voler conoscere e investigare mi ha accompagnato anno dopo anno”.

Ma è chiara: non basta l’intuito: “La curiosità è la vocazione. Poi l’intuito è una caratteristica che si può affinare sempre di più. una dote che non basta da sola. Abbinare l’intuito alle tecniche investigative per arrivare alla soluzione del caso, anche il semplice ha bisogno di prove e riscontri. Tanti i corsi di specializzazione, dalla videosorveglianza alle tecniche investigative”.

Le Marche le hanno subito rapito un pezzo di cuore, l’altro è nelle mani del compagno, che non è ancora marito solo per colpa del coronavirus, come racconta candidamente. L’essere donane giovane non l’ha spaventano, sa bene come farsi rispettare. Ma non è lo scettro nascosto dentro i gradi l’arma da usare: “Ho sempre avuto componenti della squadra più anziani. La soluzione per superare il limite, che comunque stiamo superando come sistema Italia, è porsi nei modi giusti. Non serve imporsi. Ogni posizione direttiva ha come regola non l’imporsi, ma la leadership. Imporsi – prosegue – non è mai risolutivo per nessuno. Le persone ti seguono se capiscono che ne vale la pena”.

Sul fatto che oltre a essere giovane è donna, la comandante non ha dubbi: “L’essere donna è un limite superato e poi la gioventù porta tante belle cose, noi abbiamo strumenti che possiamo abbinare all’esperienza del campo di altri colleghi”.

Come la collega di Ascoli Piceno, Patrizia Peroni, la Abbate è specializzata nelle indagini sulle violenze contro le donne e i soggetti deboli in generale: “Da un lato porto l’attenzione al mondo del web, quindi a reati seri come bullismo e cyber bullismo: in questo essere giovane mi permette un approccio diretto su reati che destano allarme sociale. E poi ci sono i reati contro la persona. Un settore delicato quello delle fasce deboli, che siano donne, bambini o giovani. Con il Codice rosso l’attenzione è cresciuta. La vittima fa una fatica immensa. C’è bisogno di tanta sensibilizzazione, bisogna intervenire quando l’amore diventa possesso e l’accettazione crea problemi. Poi ci sono tuti i reati, dalla droga a quelli predatori di cui ci occupiamo”.

Maria Raffaella Abbate

È pronta a dare tutta se stessa per la difesa del territorio: “Essere capo della Mobile è una scelta di vita, non è solo un lavoro. È un ufficio che devi scegliere e quando lo fai sei consapevole che non ha orari. Le Marche mi hanno colpito, lo ammetto. Un territorio altamente produttivo, persone laboriose. Un approccio lodevole alla vita in un paesaggio bello . ma attenzione, dove gira l’economia bisogna sempre vigilare. Per questo a Macerata ho maturato un approccio molto diretto con le realtà imprenditoriali, vogliamo starle vicino per accrescere la sicurezza e far sì che le Marche restino un bel posto dove scegliere di vivere”.

E siccome non c’è tempo da perdere, la comandante si alza e se ne va, la attende il procuratore “e non per un saluto, ma per indagini già avviate” conclude.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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