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A spasso per i Sibillini, l'orso mangia il miele e poi inizia a correre. Spaterna: "Non è pericoloso, significa che la natura sta bene"

14 Maggio 2022

MONTEFORTINO – Avete presente Winnie the Pooh e la sua caratteristica immagine con il miele in mano e gocciolante dalla bocca? È quello che sta accadendo sui Sibillini. Solo che l’orso protagonista ha meno delicatezza e le arnie le devasta. È la natura, ha fame e si muove libero tra i monti, sfuggendo a ogni controllo, non fosse per le impronte che lascia qua e là a riprova del suo passaggio e qualche immagine delle videocamere piazzate per monitorare i monti.

“In pochi giorni ha cambiato quattro comuni. Deve essere arrivato dall’Abruzzo, non è la prima volta. Abbiamo avuto tra le nostre montagne anche una mamma orsa con i cuccioli qualche anno fa” sottolinea il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni.

Sulle tracce dell’orso si sono messi i carabinieri forestali, dopo le segnalazioni di danni che hanno coinvolto diverse attività. Lo hanno atteso vicino al miele che aveva mangiato qualche giorno prima, ma non è più tornato, dimostrandosi anche ingelligente. Le tracce lasciate saranno però utili per capire anche il sesso dell’orso, che intanto gira libero a casa sua.

A supporto degli apicoltori, che sono i veri danneggiati dalla fame dell’orso marsicano, è l’ente Parco. “Ma evitiamo allarmismi. L’orso è un animale non pericoloso per l’uomo, anzi rappresenta una ulteriore conferma della straordinaria biodiversità dell’ecosistema dei Sibillini. Va comunque ricordato che, in caso di incontro, come per tutte le altre specie di animali selvatici, è necessario adottare comportamenti tali da non disturbarlo o innervosirlo.

Quindi restare calmi, non gridare o compiere movimenti bruschi che possano essere interpretati come minacce, non avanzare verso di lui bensì restare fermi oppure allontanarsi lentamente, senza correre” sottolinea il presidente del Parco, Spaterna.

Solitamente a perdersi e a lasciare il gruppo son giovani maschi, che non hanno o problemi a spostarsi da Abruzzo o Molise, che sono le zone naturali di presenza. “L’orso marsicano è molto importante dal punto di vista naturalistico - prosegue Spaterna - in quanto è una sottospecie endemica dell’Appennino centrale, dove sopravvive con una popolazione complessiva di 50/60 individui”.

Chiaro che se fa danni, qualcuno deve rimediare: “Il Parco, oltre a riconoscere un indennizzo economico in caso di danni, sta approntando misure a favore degli apicoltori per la protezione delle arnie. A breve sarà pubblicato un bando che finanzia la realizzazione di recinzioni adeguate a prevenire l’avvicinamento dell’orso” conclude il presidente mostrando l’immagine del video di Filippo Monachesi.

Rafffaele Vitali

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