
FERMO – Fiamma bagnata, Olimpiade fortunata. Questo il messaggio che manda Fermo alle Olimpiadi invernali di Milano – Cortina. Non manca il pubblico, tanti i fermani festanti che hanno accompagnato i tedofori con gli applausi.
Colpo d’occhio d’eccezione in piazza del Popolo, di fronte al palazzo dei Priori, dove il passaggio della fiamma è avvenuto davanti al sindaco Mauro Torresi, al prefetto Edoardo D’Alascio, al presidente della Provincia Michele Ortenzi e a tanti sindaci che sono arrivati dal territorio. “Perché la fiamma passa per Fermo, ma rappresenta tutta la provincia” ribadiscono convinti.
Con loro, anche l’ex sindaco Paolo Calcinaro, oggi assessore, sorridente come non mai per questa opportunità che ha avuto la sua città e su cui ha lavorato insieme con l'assessore Scarfini. “La fiamma è qualcosa di speciale, supera ogni confine, non ha colori se non quelli infiniti dello sport. Porta pace, inclusione, solidarietà, agonismo nel rispetto delle regole, quanto di più importante oggi da far capire soprattutto ai giovani” spiega Torresi.
Chi ha lavorato nei giorni precedenti per far sì che il passaggio non avesse intoppi è il prefetto, continui i tavoli con il questore e i vertici di carabinieri, finanza e vigili del fuoco. Tutti presenti in piazza per non perdere il momento storico. “Quotidianamente parliamo con i ragazzi dei valori dello sport, del valore dell’amicizia, del riconoscimento della dignità dell’altro, dell’avversario e dei compagni di squadra. Fare sport – riprende il prefetto D’Alascio - significa attenzione e cura per le giovani generazioni, significa coesione sociale. Il nostro obiettivo è arrivare a una società composta da persone uguali in senso sostanziale, in cui ognuno rispetti la dignità dell’altro”.
Tutto bello, ma c’è anche il profondo dolore per quanto avvenuto in Svizzera: “Un pensiero va agli amici e alle famiglie dei ragazzi che abbiamo perso in quel terribile incendio. Un altro pensiero va a coloro che devono tornare a vivere, quei ragazzi che sono ancora ricoverati e che porteranno dentro la tragedia tremenda”.
La fiamma ha anche questo compito mentre percorre le Marche puntando verso nord: riscaldare i cuori e veicolare messaggi di pace. Anche se c'è chi la contesta, come il gruppetto in piazza a Fermo che inneggiava alla Palestina e criticava la partecipazione di Israele.
“Sono felice che abbiamo partecipato tanti sindaci, perché hanno dimostrato che il territorio è unito e che condivide un unico obiettivo: il benessere delle collettività, la qualità della vita e delle comunità. La fiamma olimpica, ce l’ha ricordato il capo dello Stato, è fondamentale per riflettere” prosegue D'Alascio.
Fin dall’antichità, infatti, i Giochi Olimpici nascono come momento di tregua, di stop alle guerre, soprattutto nel segno del rispetto reciproco fra le persone. “Invito tutti a rileggere il messaggio del presidente Mattarella agli alfieri, è qualcosa di cui dovremmo fare pratica ogni giorno. Noi ci proviamo, partendo proprio dalle scuole dove i valori della nostra costituzione devono essere ancora più presenti” conclude il prefetto mentre un altro tedoforo entra in azione, perché la fiamma non si ferma mai.






