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5 G, dubbi su antenne e tecnologia: 35 sindaci fermani dicono no

9 Maggio 2020

La tecnologia, super utilizzata in questo periodo di lockdown, non unisce tutti. Soprattutto quella che è in arrivo e al momento sperimentata solo nelle grandi città: il 5G. i 40 comuni fermani non sono compatti nel dire sì o no, almeno non ancora.

CHI VUOLE SAPERNE DI PIU'

Amandola, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Pedaso e Montefortino sono l’eccezione in una provincia in cui 35 sindaci si sono schierati contro il 5G.

“Il motivo? Prima di firmare qualsiasi tipo di ordinanza, essendo stati tra i primi ad adottare il paino delle antenne con un approccio scientifico, voglio fare i dovuti approfondimenti, sentire il parere dell’Arpam e avere in mano ciò che mi posso permettere di firmare una ordinanza di fronte a una tecnologia che avanza e che tutti stiamo utilizzando, beneficiandone. Capisco gli altri colleghi, ma il mio approccio è questo: razionale e scientifico” precisa Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio.

CHI DICE NO

Per gli altri, invece, parlano Alessio Terrenzi e Marco Rotoni, primi cittadini di Sant’Elpidio a Mare e Servigliano, che hanno coinvolto i colleghi in un percorso “senza antenne e ripetitori, nuovi o riadattati” precisano. Pronte le ordinanze con cui “si vieta a chiunque la sperimentazione o l’installazione del 5G sul territorio comunale nelle more della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall'International Agency for Research on Cancer. Applichiamo – spiegano - il principio di precauzione che è principio generale dell'Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati e in attesa dell’adozione del “Piano Comunale per la localizzazione delle Antenne di telefonia mobile” previsto dall’articolo 6 della L.R. n. 12 del 30 marzo 2017 della Regione Marche”.

IL 5G

Ma cosa è il 5G. Secondo una scheda di Altroconsumo “una delle caratteristiche principali di questa rete è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi. Non si tratta, inoltre, della semplice evoluzione dell’attuale rete 4G, perché ha caratteristiche tecniche completamente diverse, non solo per la quantità di banda più ampia e per la velocità; si tratta proprio di un modo diverso di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione dei dati differenti rispetto al passato”.

I veri cambiamenti per le persone, però, non saranno solo relativi alla velocità e alle prestazioni dei loro dispositivi, saranno legati soprattutto ai potenziali nuovi servizi possibili. “Quali? Il 5G – ribadisce Altroconsumo - consente la connessione di milioni di oggetti e sensori molto vicini tra loro (i servizi “massive IoT”), fondamentali per la digitalizzazione delle infrastrutture stradali, gli sviluppi della smart city, della smart home e della guida autonoma”.

I DUBBI

Per i sindaci dubbi sulla salute e sulla privacy, considerando che ogni oggetto potrebbe diventare un trasmettitore di dati sensibili, un mondo tracciato in maniera puntuale visto che il 5G abiliterebbe la comunicazione autonoma tra gli oggetti. “Non siamo contrari all’innovazione – dicono i sindaci firmatari – ma sono necessarie rassicurazioni scientifiche puntuali sulle tecnologie di nuova generazione come appunto il 5G. D’altro canto è volontà di tutti gli Amministratori locali condividere la tematica e disciplinarla attraverso l’attuazione di strumenti urbanistici coordinati tra loro e coerenti con le disposizioni normative regionali in corso di adozione. Le ordinanze quindi non vogliono esprime una riserva a priori sulla recente tecnologia ma attuare un preciso principio di precauzione garantendo in questa particolare congiuntura un maggiore e consapevole livello di protezione per la salute pubblica e per il paesaggio”.

E su questo punto finale inteveniene anche Paolo Calcinaro, sindaco del capoluogo: “Ho scelto questa strada visto che la regione Marche sta per definire, dopo l’ok del Cal, la normativa restrittiva sul 5G. Durante questo periodo che ci divide dalla norma regionale, per evitare una vacatio, con una moratoria si blocca tutto”.

r.vit.

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