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Fatti di provincia

Terremoto. L'urlo di Falerone: "Abbandonati nel silenzio e invece: scuola distrutta, 100 alunni senza sede. Torre a rischio crollo. Famiglie evacuate"

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Il sindaco Altini: "Dovremo capire se vale anche la pena recuperarlo, considerando che all’interno ci sono scuola, segreteria e museo archeologico. E a questo si abbina la chiesa di San Francesco, completamente inutilizzabile”.

di Raffaele Vitali

FALERONE – Traballa l’altissima torre di San Francesco e rischia di crollare ad ogni scossa, e chili di pietre potrebbero finire su case e persone. Ma nessuno lo sa. “Purtroppo noi siamo stati dimenticati. E invece…”. Si ferma il sindaco di Falerone, Armando Altini, poi rialza la voce interrompendo giorni di silenzioso lavoro: “Troppi comuni pubblicizzano in maniera macabra quanto avvenuto a causa del terremoto. Noi, che abbiamo davvero ingenti danni, siamo rimasti fuori dai media. Eppure tutti dicono che abbiamo danni nettamente superiori”.

Sindaco, quali danni avete riportato?

“Innanzitutto la scuola media, che è inagibile, completamente disastrata. Un grosso problema. Visto che abbiamo l’Isc e un centinaio di alunni iscritti”.

Cosa accadrà?

“Dobbiamo trovare delle soluzioni e farlo in fretta, valutando insieme al preside come possiamo organizzarci. Ma le Istituzioni devono aiutarmi, qui non parliamo di case di campagna rovinate”.

Danni strutturali?

“Parliamo di un intero complesso, di un vecchio monastero che dovrà eventualmente essere riconsolidato e saranno tempi lunghi. Sono caduti soffitti e anche alcune pareti. Dovremo capire se vale anche la pena recuperarlo, considerando che all’interno ci sono scuola, segreteria e museo archeologico. E a questo si abbina la chiesa di San Francesco, completamente inutilizzabile”.

Dove è crollato il soffitto?

“Avevamo inaugurato il 20 di agosto l’organo che dopo 50 anni di abbandono era tornato in vita. Produceva suoni stupendi. E invece ora è andato completamente distrutto. Piange il cuore”.

Oltre alla scuola, quali le situazioni più gravi?

“Il pericolo più serio riguarda il campanile che è a forma conica. La punta è lesionata nella parte centrale. E questo è un pericolo costante per i cittadini e le case vicine di piazza della Libertà. Parliamo di una punta a 38 metri di altezza”.

Come tutelare le abitazioni?

“Abbiamo fatto evacuare sette case in maniera preventiva. Abbiamo sbarrato gli accessi e fatto sgomberare le famiglie”.

E dove vivono?

“Per ora presso amici e parenti”.

Quali i tempi di azione?

“Stiamo prendendo contatti con delle imprese specializzate per mettere in sicurezza il campanile e la chiesa, che ha un crepaccio molto serio a nord. E lì dobbiamo intervenire perché potrebbe crollare da un momento all’altro”.

Nel resto del paese?

“La situazione è grave in diversi vicoli. Stiamo facendo sopralluoghi e riscontriamo danni elevati all’interno delle abitazioni. Per qualcuna stiamo già provvedendo all’evacuazione. Ci sono case crollate e sfondate, per fortuna quelle non abitate. Numerosi i cornicioni caduti sopra delle auto”.

Avete altri sfollati?

“Abbiamo persone che dormono in palestra, ma perché hanno paura distare nelle case in cui rientrano di mattina”.

Ha parlato con i vertici della Regione o della Protezione civile?

“Abbiamo costantemente informato la protezione civile e abbiamo mandato comunicazioni per Pec alla Regione. Abbiamo fatto quello che potevamo in via istituzionale. Ma ora, anche dopo l’incontro di ieri con il senatore Francesco Verducci che ci ha aperto gli occhi, abbiamo capito che dobbiamo puntare anche sulla comunicazione. Anche se ritengo e spero che non serva la politica degli amici, ma si valuti la reale situazione”.

Alla fine deve anche lei parlare con la stampa?

“Questa cosa mi agghiaccia. Sarò fuori dal mondo, ma vorrei che ci fosse un organo che valuta in maniera diretta quello che accade. Pubblicizzare non porta rispetto alle persone che hanno perso tutto. Non può essere il portare la Boldrini in una chiesa il motivo per cui riesco a ottenere qualcosa. Credo e spero che basti la realtà, che è qui davanti agli occhi. Io credo nelle Istituzioni e voglio continuare a crederci, a dispetto di quello che invece vedo in tv e leggo in dichiarazioni forzate”.

@raffaelevitali 

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