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Il super pomeriggio di Anghiò: chef e pesce azzurro con le parole del '1992' raccontato da Pettinari

aaron neri

Al Festival sarà presente, con una selezione di vini, anche lo stand dell'Enoteca delle Marche. Per gli appassionati birra ci sarà invece uno stand con birre artigianali tutte marchigiane, grazie alla collaborazione con l’associazione Marche di Birra.

PORTO SANT’ELPIDIO – Il profumo del pesce, il peso delle parole, un venerdì intenso per Porto Sant’Elpidio. È il giorno di Anghiò, il festival del pesce azzurro che da anni era un appuntamento di successo a San Benedetto del Tronto. Porto Sant’Elpidio ha convinto gli organizzatori, Stefano Greco in primis, e ha investito su questa tre giorni di buon cibo in cui si esibiranno ai fornelli i ristoratori locali. Alle 18 l’inaugurazione del palapesce, alle 1830, negli stessi spazi della rinnovata via Battisti, la presentazione di un libro particolare, che unisce storia e presente, che fa vivere con 25 storie il 1992, l’anno che ha cambiato l’Italia, scritot da Aaron Pettinari.

Cibo e cultura in perfetta sintonia oggi e nei giorni a seguire. Appuntamento in via Cesare Battisti, fino a domenica, con le 16 cucine messe a disposizione dai grandi chef locali e nazionali a cui si aggiungono i ristoratori della sponda croata del nostro mar adriatico “che si cimenteranno nella preparazione di piatti a base di pesce azzurro che potranno essere acquistati e consumati sul posto in modalità street food o seduti al tavolo” spiega l’assessore Milena Sebastiani.

Al Festival sarà presente, con una selezione di vini, anche lo stand dell'Enoteca delle Marche. Per gli appassionati birra ci sarà invece uno stand con birre artigianali tutte marchigiane, grazie alla collaborazione con l’associazione Marche di birra.

“Il Festival Anghiò è un’iniziativa volta alla destagionalizzazione del turismo e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale di cui fa parte anche la Dieta Mediterranea, è un percorso tra tradizione e innovazione che ha come protagonista il pesce azzurro, un prodotto semplice declinato poi in squisite ricette. Il positivo riscontro avuto dalla partecipazione dei ristoratori elpidiensi ad un evento così importante, è l’ennesima conferma che credono in quello che facciamo e sono volenterosi di rendersi partecipi di ciò anche loro” ribadisce la Sebastiani che non mancherà poi alla presentazione del libro di Aaron Pettinari, giornalista partito da Porto Sant’Elpidio tra le pagine del Resto del carlino e le schermate della provinciadifermo.com è approdato a Palermo.

“Di tutti gli anni della nostra storia recente, uno di quelli che resterà per sempre impresso nella mente degli italiani è sicuramente il 1992. Un anno a metà tra la speranza di un cambiamento possibile e il tragico dolore. Tutto ha inizio il 17 febbraio 1992, quando scoppia il caso Tangentopoli con l'arresto dell'ingegnere Mario Chiesa. Basta scorrere ancora il calendario fino al 23 maggio per precipitare dallo scandalo alla guerra fra il potere criminale e lo Stato quando, alle 17.56, i killer di Cosa nostra innescano con un radiocomando a distanza mille chilogrammi di esplosivo, nascosti in un tombino dell'autostrada Palermo-Trapani, all'altezza dell'uscita per Capaci. Muoiono così Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Appena 57 giorni dopo, alle 16.58, Palermo, e con essa l'Italia intera, sobbalza allo scoppio di una nuova bomba, stavolta in via D'Amelio. Una nuova strage in cui a perdere la vita sono Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta” racconta Pettinari che attraverso i ricordi di 25 voci ‘quasi comuni’, da Manuel Agnelli a Neri Marcorè fino a Flavio Tranquillo, racconta la stagione di rivoluzione e cambiamenti.

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