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I neocatecumeni sono di casa a Porto San Giorgio: il fondatore Kiko è cittadino onorario. Loira: 'Ora un museo con le sue opere'

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Ripercorre poi la data fondamentale che lega la città ai neocatecumeni: “Parto dal 30 dicembre 1988 quando Giovanni Paolo II venne qui a incontrarvi e visitò la nostra Porto San Giorgio.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Cosa ci fanno 1200 persone provenienti da tutto il mondo a Porto San Giorgio? Pregano insieme, percorrono un cammino, quello neocatecumenale che ha in Francisco José Gomez De Arguello Wirtz detto “Kiko” il suo pastore. Uomo di fede, professore, artista, è multitasking lo spagnolo che parla italiano. E da oggi Kiko è anche cittadino onorario di Porto San Giorgio. Una decisione presa dal sindaco Nicola Loira e votata all’unanimità dal Consiglio comunale che poi, quasi al completo, è entrato nella tenda della riunione, la grande chiesa costruita nel cuore della collina sangiorgese.

Una mattina di festa per tutta la comunità neocatecumenale che si è stretta attorno al suo fondatore nel giorno in cui laicità e fede si sono incontrate. “Scegli sempre le cose povere e umili per dimostrare la tua gloria e per questo hai scelto Porto San Giorgio. Quante migliaia di fratelli sono passati. Qui ci sono evangelizzatori della Cina, questo è il cuore del nostro cammino. Essere vicini a Loreto ci riempie di gioia e fa sì che cuore sia sempre in movimento: qui veniamo ci riempiamo lo spirto e ripartiamo. E qui torniamo se abbiamo delle ferite, il Signore ci guarisce. Potevamo essere a Milano o Roma, ma abbiamo scelto Porto San Giorgio” spiega Kiko alla folla attenta e ai politici.

Nicola Loira è emozionato, non capita tutti i giorni di conferire il massimo riconoscimento cittadino a un personaggio che è il riferimento della fede in 135 Paesi. “Dio ha portato il cammino ovunque, in Spagna c’è in ogni diocesi, in Italia quasi. Abbiamo migliaia di giovani, che sono la forza, una forma di essere nuova di cui la società ha bisogno” prosegue De Arguello tra un lungo applauso e l’altro.

Si infila la fascia Loira e prende la parola, supportato dal presidente del consiglio comunale: “All’unanimità abbiamo conferito la cittadinanza onoraria a Kiko come iniziatore e guida di quel cammino neocatecumenale che da oltre 40anni è presente nelal nostra città e coinvolge decine di famiglie attraverso le nostre parrocchie e sacerdoti”.

Una storia lunga che per Porto San Giorgio significa fede ma anche business, viste le migliaia di notti garantite negli alberghi dai fedeli: “Una storia iniziata sul finire degli anni ’70 che ha nobilitato la comunità, non solo coinvolgendo tante persone ma dando lustro a Porto San Giorgio nel mondo”. Toccando alcuni dei punti chiave del percorso, il sindaco ricorda le figure principali: “Il professore Patrizio Astorri (applauso, ndr) e Marisa Grisostomi che per primi hanno iniziato il cammino a Porto San Giorgio donando alla diocesi di Fermo, per l’utilizzo, le loro proprietà qui nella zona di Pian della Noce”. C’era una stalla un tempo, con bovini olandesi dove oggi c’è il cuore del mondo di Kiko. “Ma c’è anche don Enrico Perfetti nei nostri cuori”.

Ripercorre poi la data fondamentale che lega la città ai neocatecumeni: “Parto dal 30 dicembre 1988 quando Giovanni Paolo II venne qui a incontrarvi e visitò la nostra Porto San Giorgio. E' stato il momento più alto della giocane storia di questa piccola realtà. E questo grazie a Kiko e a tutti voi, che ha legato questa città ai valori universali del cristianesimo”. A questo punto Kiko lo blocca, in sala entrano un migliaio di calici pieni di prosecco: “Calici in alto: grazie per averci dato Porto San Giorgio. Siamo contegni ci sia qui il sindaco. Lo abbiamo scelto questo posto perché è vicino a Loreto e ci permette di essere collegati”. L’amen che segue le sue parole è forte come un tuono.

A sorpresa entra una torta piena di candeline, è il compleanno del fondatore. E anche il sindaco non può fare a meno di annunciare il suor regalo: “Lei non è solo un catechista, una guida spirituale per oltre un milione di fedeli, una delle gambe più solide della Chiesa cattolica. Vorrei poter ospitare un museo delle sue opere. Lei è uno dei più grandi artisti contemporanei anche nel campo dell’architettura. È un mio obiettivo”. La risposta è semplice e Kiko la ripete più volte: “Grazie, grazie, grazie. Dolori, persecuzioni, sofferenze e momenti belli come questi: tutto fa il signore. Grazie”.

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