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Addio al Leone delle Marche: l'ultima corsa di Mario Ferracuti, il 92enne che dominava le Dolomiti

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Aveva cominciato a correre quasi per caso, dopo che a 44 anni gli avevano trovato un tumore. Lo ha vinto e da quel giorno nessun traguardo per lui era lontano e irraggiungibile, vedi il titolo mondiale di deici chilometri di marcia nel 2007.

FERMO – Buona corsa Mario. Le nuvole ora saranno le sue montagne, le stelle le sue isole dove trovare ristoro: se ne è andato in silenzio Mario Ferracuti, dopo tante urla di gioia tagliando i traguardi di maratone e gare in ogni angolo d’Italia e del mondo. Epica la sua gara nel 2014, a 88 anni, sulle Dolomiti, arrivando a toccare i 2500 metri, terminata in realtà a Roma con la stretta di mano di Papa Francesco, dopo aver percorso oltre 300mila chilometri. “In noi fermani rimane, oltre la tristezza, un senso di orgoglio per averlo conosciuto e per aver omaggiato la sua carriera da decano podista e donatore di vita" commenta il sindaco Paolo Calcinaro.

Aveva cominciato a correre quasi per caso, dopo che a 44 anni gli avevano trovato un tumore. Lo ha vinto e da quel giorno nessun traguardo per lui era lontano e irraggiungibile, vedi il titolo mondiale di deici chilometri di marcia nel 2007. Sembrava immortale, aveva superato anche un investimento nel 2010. Il suo obiettivo era di correre fino a 100 anni, si è fermato a 92, ma il nome e la leggenda non avranno fine. Addio Leone delle Mache, come tutti nel mondo ormai lo chiamavano (foto ilquotidiano.it).

Raffaele Vitali

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