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Intervista. Sansovini e quel gol alla Fermana nel 2005: "Ora il calore del Recchioni è per me"

sansovini

Il bomber e il rammarico per non aver mai fatto la serie A: “La possibilità non c’è stata, per scelte delle società ma anche mie. Se penso a dove ero a 23 anni, quello che ho saputo raccogliere mi rende fortunato e contento”.

di Raffaele Vitali

FERMO - Marco Sansovini è arrivato all’ultimo minuto di mercato, domenica al debutto arriva il gol, importante, del pareggio. Sansovini, difficile immaginare di meglio?

“Vengo da un periodo non facile, a Teramo ero fuori rosa e mi allenavo da solo. Non potevo fare molto. Sono contento del gol, ma soprattutto del recupero di una partita su un campo difficile, sotto due a zero quasi potevamo vincere. Un buon segnale”.

Destro la fa alzare dalla panchina e il Sudtirol raddoppia, cosa ha pensato?

“Ho pensato che era meglio che riuscivo. Però abbiamo tenuto su la testa, non dandoci per vinti”.

Destro le ha già inculcato la voglia di non mollare mai, anche sul due a zero?

“Il mister ce lo ripete dal primo giorno che sono arrivato. Un allenatore che ha vinto il campionato, che ha idee molto chiare e che sa trasmetterti senza confusione. Aspetto questo importante”.

Come è andata la trattativa con la Fermana?

“Dovevo sistemare alcune cose con il Teramo, non avevo problemi con la Fermana. Ho detto no ad altre società che mi avevano cercato, volevo la Fermana. Il 31 agosto è stata una giornata lunga. Io abito a Pescara, ero arrivato a Milano e speravo di chiudere prima. Ma Teramo e Fermana erano impegnati in altre operazioni, soprattutto il Teramo con uomini fuori rosa da piazzare”.

Nove gol e tante partite, poi che è successo a Teramo?

“Da una parte volevano ridimensionare il budget, poi c’era la piazza che non mi voleva più. Avevo fatto un passo verso la società, spalmando il mio contratto. Ma a Teramo comandano i tifosi e la società è stata prevaricata”.

Prime impressioni su Fermo?

“Ho giocato contro negli anni passati. Un bell’ambiente, tranquillo ma appassionato. La Curva è sempre stata numerosa, un bell’impatto”.

Fece gol al Recchioni, se lo ricorda?

“Come dimenticarlo. Vincemmo, indossavo la maglia della Pro Sesto. Era il 2005”.

Tanti esordienti nella Fermana, c’è qualcuno che l’ha stupita?

“D’Angelo e Petrucci potevano arrivarci prima in serie C”.

I compagni giusti per ricevere la palla da gol?

“Il calcio non è solo dare palla e andare in porta, conta l’attacco e conta la difesa, di certo loro hanno i numeri per farlo”.

Quale ruolo giocherà nello spogliatoio?

“Ognuno ha le sue responsabilità. È giusto che chi ha vissuto di più sia un riferimento, soprattutto sul come comportarsi fuori dal campo e la sera”.

Ma Sansovini dove vuole giocare in campo?

“Sono una prima punta, ma ho fatto anche l’esterno”.

Rammarico per non aver mai fatto la serie A?

“La possibilità non c’è stata, per scelte delle società ma anche mie. Se penso a dove ero a 23 anni, quello che ho saputo raccogliere mi rende fortunato e contento”.

La stagione del cuore?

“La serie B vinta con il Pescara. C’era qualcosa di unico”.

Come unici gli allenamenti sui gradoni di Zeman?

“È tutto vero quello che si dice. Una grande mole di lavoro, ma non mi son mai infortunato. Niente palestra, solo carico naturale con gradoni, balzi, scatti e allenamento. Poi unisci la qualità dei ragazzi e si è arrivati alla vittoria del campionato”.

@raffaelevitali

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